Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Cartella esattoriale da 1.4 milioni di euro inviata con la mail sbagliata: il giudice annulla tutto

La Commissione tributaria provinciale di Perugia: "La posta certificata dell'Agenzia delle entrate non era indicata nei registri pubblici, nullità insanabile"

L’Agenzia delle entrate notifica una cartella esattoriale da 1 milione e 400mila euro utilizzando un indirizzo “pec” non inserito nei pubblici registri. Un vizio di notifica che porta al Commissione tributaria ad annullare l’intero debito con lo Stato di un imprenditore dell’Assisano.

L’imprenditore, difeso dall’avvocato Alessandro Bacchi, aveva ricevuto una serie di ingiunzioni di pagamento, per tasse non pagate e contributi non versati tra il 2005 e il 2019, per un ammontare di 1.4 milioni di euro. Secondo la difesa, però, quelle cartelle esattoriali non sarebbero mai state notificate in maniera corretta e, per estensione, l’imprenditore non ne avrebbe mai avuto conoscenza.

La Commissione tributaria ha citato la Cassazione laddove, quando si parta di posta elettronica certificata, ha ritenuto che per essere valida, la notifica debba provenire da caselle iscritte ai pubblici registri.

Quella utilizzata dall’Agenzia delle entrate per notificare le cartelle esattoriali all’imprenditore non sarebbe valida. Una “nullità insanabile” per i 71 avvisi di pagamento tra Iva, Irap, Irpef Tari e altre imposte.

L’azienda, inoltre, aveva iniziato a far fronte ai pagamenti usufruendo di rateizzazioni e rinvii, ma po il Covid ha bloccato tutto, facendo accumulare anche gli interessi sulla cifra iniziale.

Fino all’ultima notifica, errata, di pagare 1.4 milioni di euro entro cinque giorni e il ricorso alla Commissione tributaria provinciale che ha, però, dato ragione all’imprenditore.

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