La doppia sfida del Cardinale: l'accoglienza al primo posto e difesa della cultura del dialogo tra i popoli

Forte anche il richiamo nell'omelia per la celebrazione del Patrono Ercolano anche all'impegno dei cittadini per Perugia: "Tutti se ne devono prendere cura"

Dal Cardinale Gualtiero Bassetti, nell'omelia per la celebrazione del patrono Ercolano, arriva una doppia sfida che riguarda sia il rinnovamento della chiesa che un maggiore impegno per la città contro il degrado, la devianza e l'isolamento. Su Perugia, citando il sacrificio di Ercolano, il defensor civitatis, il cardinale ha inviato tutti i cittadini a difendere il capoluogo: "La città va difesa, soprattutto va amata e curata, perché ci è madre. E' un patrimonio inestimabile, la cui protezione e custodia è dovere di tutti. L’esempio ci viene dal nostro Santo patrono, il vescovo Ercolano, che fu uno dei maggiori artefici della difesa di Perugia assediata dai Goti di Totila".

E in particolare i perugini devono difendere e valorizzare l'Università degli Studi: "E' l’Istituzione che, più delle altre, raccoglie ed esprime l’identità di un intero popolo. Essa elabora sempre nuova cultura, crea collegamenti con le culture di altri popoli e sviluppa quel fecondo dialogo che rende possibile tutti quei legami di amicizia che promuovono la pace". Bassetti si rivolge agli uomini e le donne di chiesa e ai fedeli laici per cambiare la Chiesa e renderla sempre più aperta a chi ha bisogno e ai migranti in cerca di un futuro fuggendo da guerra e fame. "Occorre che tutti, pastori consacrati, uomini e donne, abbiano una forte empatia verso il mondo. Abbiano un cuore aperto a tutti e siano sale, luce, lievito per la crescita umana e spirituale di ogni creatura. Occorrono laici dalla fede forte, che sappiano custodire le molteplici frontiere della città, della cultura, ed accogliere i poveri e coloro che chiedono ospitalità". 

"Chiesa forse più povera di strutture, ma più ricca dello Spirito e delle Beatitudini"; quello di una Chiesa forse più ai margini, ma piena di fraternità, più gioiosa ed accogliente. "Pensando al nostro celeste patrono Ercolano - ha concluso Bassetti - mi sono chiesto cosa ci direbbe se tornasse oggi nella sua città? Forse ci direbbe qualche inquietudine ma ci farebbe bene, perché ci aiuterebbe a crescere e ci libererebbe dal nostro modo di pensare “si è sempre fatto così”, perché dobbiamo accogliere il nuovo che avanza".
 

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