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La fine ingloriosa della “Perugia Card”. Quella utilissima carta…c’era una volta e adesso non c'è più

Vantava una quindicina d’anni d’età e Perugia era stata fra le prime città italiane a introdurre questa innovazione che tanto ha giovato al turismo e ai residenti alla scoperta della città

La fine ingloriosa della “Perugia Card”, dispersa fra le nebbie dell’indifferenza. La notizia è di quelle che fanno storcere la bocca a quanti amano Perugia e le sue risorse storico-artistiche. Quella utilissima carta…c’era una volta e adesso non c'è più. Per l’uscita di un partner (privato), il consorzio si è rotto e non sarà possibile ai cittadini perugini ed ai cittadini temporanei, ossia ai turisti, di usufruire della “Perugia card” o biglietto integrato. 

Era valido per il circuito comunale, per i tre statali, per i Volumni, per il Museo diocesano, per il Nobile Collegio del Cambio e per la Mercanzia, per Palazzo Baldeschi, per la Cappella di San Severo, per il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, per il Museo Civico di Palazzo Della Penna. L’iniziativa era finanziata da Fondazione Cassa di Risparmio e Comune di Perugia che vi destinava circa 15 mila euro annui. Il biglietto integrato, a condizioni assolutamente vantaggiose, incentivava le visite ai Musei della nostra splendida città.

La Galleria Nazionale dell’Umbria ha cercato di rimediare prevedendo una sua convenzione autonoma: una card attiva dal 2 gennaio “Vieni un anno in galleria”, individuale, al costo di 20 euro. Ma è assolutamente indispensabile che il Comune prenda l'iniziativa per rimediare ad una situazione incresciosa. Il Consorzio “Perugia da Museo” costituiva certamente un elemento di forte attrattività. Da notare che il Comune teneva in affitto, a far capo dagli anni 80, il pozzo Etrusco, ora tornato nelle mani del titolare della proprietà, la Fondazione Ranieri di Sorbello.

Ma adesso sia la Card per residenti che la card familiare sono morte. Hanno esalato l’ultimo respiro col 31 dicembre 2019. E non è una bella cosa. Anche perché l’amatissima card vantava una quindicina d’anni d’età e Perugia era stata fra le prime città italiane a introdurre questa innovazione che tanto ha giovato al turismo e alla conoscenza delle nostre emergenze storico-artistiche. Insomma: un prototipo assunto a modello, del quale potevamo menar vanto. Occorre assolutamente ripartire. Faccio appello alla sensibilità e all’iniziativa dell’assessore alla Cultura del Comune di Perugia affinché si adoperi per ridare vita a questa lodevole iniziativa.

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