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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Carabinieri a caccia di opere d'arte rubate: setacciati antiquari, mercati e web alla ricerca di quadri, statue e monete

Nel 2021 sono stati consumati 8 furti di opere d'arte, il 20% in meno rispetto al 2020

I Carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Perugia hanno denunciato, nel 2021, 66 persone denunciate, controllato 2.192 beni nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, 206 esercizi antiquariali e commerciali e 22 mercati e fiere del settore. Nel corso della loro attività i militari hanno recuperato 729 beni antiquariali, archivistici e librari, 250 reperti archeologici di cui 64 integri e 135 relativi a numismatica archeologica e sequestrato un’opera d’arte contemporanea contraffatta. Nel 2021 sono stati consumati 8 furti di opere d'arte, il 20% in meno rispetto al 2020.

I dati relativi alle attività di contrasto condotte da parte dei Carabinieri del Nucleo TPC dell’Umbria contemplano il recupero di numerosi beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici, il cui valore complessivo è stato stimato in 357.200 euro. Inoltre, sempre nel contesto di sviluppi investigativi conseguenti controlli amministrativi di esercizi commerciali di settore, compreso il monitoraggio delle sempre più numerose e sfruttate vendite online, sono state captate e sequestrate opere contraffatte falsamente attribuite ad artisti contemporanei.

Il Nucleo TPC di Perugia inoltre, operando in stretta collaborazione con le altre componenti dell’Arma (Territoriale, Carabinieri Forestali, 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Rieti, Elinucleo di Roma Urbe Forestali) ed avvalendosi, per la specificità della materia, del supporto tecnico-scientifico dei funzionari del Ministero della Cultura in servizio presso le Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Archivistica e Bibliografica, ha espletato le proprie attribuzioni in tema di salvaguardia del patrimonio culturale, anche attraverso il monitoraggio dei siti archeologici, delle aree di interesse paesaggistico nonché dei vari siti UNESCO ubicati nel territorio umbro (la città di Assisi; la chiesa di San Damiano; l’eremo delle carceri; il Santuario di Rivotorto e paesaggio storico; la basilica di Santa Maria degli Angeli e il Palazzo del Capitano; la Basilica di San Salvatore in Spoleto e il Tempietto del Clitunno a Campello) al fine di preservarne l’integrità e garantirne la lecita fruizione. Nell’individuazione dei siti e delle aree d’interesse culturale oggetto delle verifiche, il personale del Nucleo si è avvalso del importante supporto tecnico delle Banche Dati del Ministero della Cultura “Vincoli in rete” e “Sitap”, e dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, “Carta del Rischio”, in base alle quali è stato possibile individuare e controllare, nel corso di “servizi dedicati” 71 siti tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali e 112 aree archeologiche.

Tra i recuperi di rilievo ci sono nel marzo 2021 a Orvieto e Mestre, per un’indagine afferente al tentativo di esportazione da parte di un esercente del settore di beni antichi rubati, condotta unitamente al paritetico Nucleo di Venezia, le sculture lignee di due angeli porta ceri già oggetto di furto in passato da una chiesa in provincia di Mantova.

Nel giugno 2021 a Rapallo, Tortona, Roma e Potenza Picena a seguito di attività indagine per vendita on line e presso esercizi di settore di materiale archeologico asportato in zone vincolate del centro Italia, fra cui l’Umbria e dal sudamerica, sono stati individuati e sequestrati 58 (cinquantotto) reperti archeologici (di cui 33 frammentati), fra i quali ceramiche etrusche, oggettistica e statuaria in bronzo e pietra di epoca romana, etrusca e pre-colombiana di valore complessivo stimato in 70.000 euro circa. Nella circostanza sono state denunciate quattro persone per ricettazione.

Nel settembre 2021 a Ravenna, presso private pertinenze, da un’indagine volta al recupero di beni archivistici risultati rubati da fondi antichi e biblioteche, sono stati individuati e recuperati 380 documenti archivistici inalienabili riferiti a fondi statali, comunali e giudiziari del comprensorio regionale. Valore complessivo 4.000 euro.

Nell’ottobre 2021 ad Arezzo, a conclusione di una indagine finalizzata a contrastare l’illecito commercio di beni archivistici rubati all’estero, sono stati recuperati presso un privato inserzionista presente su sito di vendita on line, un documento archivistico rubato a Spoleto, 9 carte geografiche rubate al Museo Statale di Budapest e 25 monete di valenza archeologica. L’attività ha portato a denunciare una persona per il reato di ricettazione.

Nel novembre 2021 a Terni, a conclusione di una indagine finalizzata a contrastare l’illecito commercio di beni archivistici, venivano individuati e sequestrati documenti inalienabili, sia pubblici che ecclesiastici, fra i quali due bolle papali del 1500 (già restituite alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli) e numerosi manufatti archeologici. Una persona denunciata per ricettazione di beni culturali.

Carabinieri a caccia di opere d'arte rubate

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