Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Fasci littori al mercato coperto di Perugia, Scoccia: "Eseguite le indicazioni della Soprintendenza"

L'assessore comunale dopo le proteste del centrosinistra per i simboli restaurati e tornati visibili: "Decisione dettata dalla storia della struttura. Ora pensiamo ai problemi veri e fondamentali per la città"

"Il Mercato Coperto fu realizzato tra il 1930 e 1932, progetto dell'Ingegnere capo del Comune di Perugia Giuseppe Grossi, Podestà Giovanni Buitoni, con l'obiettivo di liberare la medievale Piazza del Sopramuro (oggi Piazza Matteotti) dalla funzione mercatale per la quale era stata originariamente realizzata": tecnicamente dunque la vecchia struttura, ora oggetto di restauro, fa parte del patrimonio architettonico-urbanistico del periodo fascista di Perugia e del Paese.

Mercato coperto, restaurati i due antichi e originari fasci littori: è polemica

È storia. Però quando c'è di mezzo la politica (e il periodo estivo, in cui i temi seri lasciano spazio a quelli da ombrellone...) diventa motivo di divisione anche il restauro - acritico, si direbbe in architettura - del nuovo mercato coperto dove si è lavorato anche ai simboli del Grifo e del vicino Fascio Littorio che erano presenti fin dalla sua fondazione. Il centrosinistra chiede al Comune di sapere il perché di quel restauro di un simbolo fascista e grida allo scandalo - con possibile richiesta di rimozione - perché sono stati utilizzati soldi pubblici. L'assessore Margherita Scoccia, amministratrice a cui piace più lavorare che apparire, ha subito voluto cancellare qualsiasi illazione sul restauro.

Mercato coperto, il centro sinistra di Perugia: "Siamo sicuri che questa formula avrà successo?"

"Sono sorpresa, anche se un po' me lo aspettavo - spiega Scoccia, che è un architetto specializzato proprio nei restauri -. Poi mettici pure che io sono di Fratelli d'Italia e la polemica diventa irresistibile. Ma c'è un però che va chiarito subito: il restauro è stato approvato e comunicato al Comune dalla Soprintendenza dei Beni culturali. Ci sono i verbali, c'è il carteggio. Noi abbiamo eseguito, come si fa in questo caso, le indicazioni proveniente dalla istituzione competente in materia. Non c'è dunque nessuna volontà politica, ma solo una decisione dettata dalla storia di quella struttura. Cancellare o censurare il dipinto del fascio? Il centrosinistra non lo deve chiedere a questa amministrazione comunale ma alla Soprintendenza, essendo il mercato coperto un bene storico. Noi come sempre rispetteremo le indicazioni. Tutto questo è la dimostrazione che da parte nostra non c'è una volontà politica. Ora però pensiamo ai problemi, quelli veri e quelli fondamentali per la città".

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