Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Omicidio Samuele, perché 'Patrizia' disse di essere stata rapinata e picchiata da due uomini? Perché si nascondeva dietro una siepe?

Dalle carte, le testimonianze e l'importante relazione medico legale consegnata agli inquirenti emergono alcuni interrogativi da chiarire. Ecco quali

La versione di Patrizia, la trans brasiliana accusata di omicidio preterintenzionale di Samuele De Paoli, è stata grosso modo sempre la stessa: il litigio con il giovane, dopo che si erano appartati in auto, poi la presunta aggressione - "è uscito dall'auto, ha aperto il mio sportello ed ha iniziato a colpirmi con dei pugni al volto e al corpo quando" -  lo scontro fisico all'esterno - "ad un certo punto siamo entrambi caduti nel fosso che era pieno d'acqua... io ero sotto e lui sopra di me" - la mossa letale che ha provocato il decesso di Samuele  - la stretta al collo prolungata  - e infine il drammatico  finale - "mentre scappavo il giovane mi chiedeva aiuto per farlo uscire dal fosso". Questa è la versione dell'indagata in pillole, questa è la linea difensiva incentrata sulla presunta legitima difesa.

Ma qualcosa, leggendo le carte e la relazione medico legale, non torna e comunque spetterà ai giudici fare le dovute verifiche. Ma cosa non torna, a nostro avviso? Punto primo: perché Patrizia, il giorno dopo, quando tutti i media e le televisioni - regionali e nazionali - avevano dato il ritrovamento del corpo di Samuele non si è presentata spontaneamente in Questura per spiegare l'accaduto? D'altronde, a suo dire, era vittima di un'aggressione e ne portava i segni. Eppure non lo ha fatto. Alla porta del suo appartamento a Fontivegge bussarono invece gli agenti della Polizia dopo che era stata identificata grazie ad un uomo che le aveva dato un passaggio - su chiamata della trans - dopo la lite con Samuele. Il cosiddetto "autista" si è sentito in dovere di chiamare la Questura ritenendo di avere informazioni utili.

Altre domande? Perché la trans ha aspettato, secondo la testimonianza dell'uomo, l'arrivo dell'auto nascosta dietro una siepe? Da chi si nascondeva? Appare strano che temesse il ritorno di Samuele che lei stessa ha ribadito sofferente, in affanno e incapace di risalire il fosso dove lo troveranno senza vita. O temeva le telecamere della video-sorveglianza presenti in zona? Oppure essendo sporca di sangue voleva evitare lo sguardo degli automobilisti? Ma forse l'interrogativo maggiore è il seguente: perché Patrizia, essendo stata aggredita a suo dire, non ha detto la verità all'amico-autista quando alle 21 fu prelevata dalla strada? Disse, sempre secondo il testimone, che era stata oggetto di una rapina ad opera di due soggetti. Infine: è stato ritrovato e repertato un bastone con il quale, lei dice, sarebbe stata colpita al corpo da Samuele?

Sta di fatto che la relazione medico legale richiesta dal sostituto procuratore Petrazzini non chiarisce al 100 per cento la causa della rottura delle costole dell'indagata brasiliana. Scrivono i medici legali: "non si può escludere tuttavia che esse possano essere conseguenti alla caduta nel canale delle acque reflue". Quello che è successo in via Filippo Gualterio a Perugia è ancora tutto da capire. Uniche certezze: un giovane di 22 anni è morto e il decesso è conseguente "ad afferramento violento del collo della vittima da parte di Pinheiro Reis Duarte Hudson, segnatamente, all'azione compressiva esercitata, nella regione corrispondente alla biforcazione carotidea destra, dal primo dito della mano destra nel corso di una colluttazione". Azione compressiva che, unita ad altri elementi presenti nella relazione tossicologica, ha portato all'arresto cardiaco del giovane.

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