Cronaca

Luminari da tutto il mondo per convegno sul piede piatto. A Perugia 100 interventi all'anno: le tecniche e i consigli

Un tempo questa condizione del piede veniva considerata alla stregua di una patologia, con esiti anche permanentemente invalidanti, e di conseguenza curata con sistemi limitativi, ora si può intervenire

Esperti dei principali centri nazionali e internazionali della chirurgia del piede e della caviglia si sono riuniti ad Assisi nella sala convegni del Cenacolo per  discutere del “ piede piatto nel bambino e nell'adulto: indicazioni sul trattamento e sul tipo  di intervento chirurgico”.  Il  convegno, che è stato organizzato dalla SICP (Società Italiana della Caviglia e del Piede) in collaborazione con la struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia dell' Azialenda Ospedaliera di Perugia, ha preso in esame le problematiche  più ricorrenti che i professionisti incontrano nella gestione dei percorsi di diagnosi e cura. 

"Il cosiddetto piede piatto nell'età evolutiva ha una incidenza elevata, tanto da essere, insieme alla scoliosi, la prima causa di consulenza ortopedica”, sottolinea Paolo Ceccarini, responsabile scientifico dell’incontro, specialista in ortopedia e traumatologia presso il Santa Maria della Misericordia- . Una nota dell’ospedale riferisce che un tempo questa condizione del piede veniva considerata alla stregua di una patologia, con esiti anche permanentemente invalidanti, e di conseguenza curata con sistemi limitativi, quali  le cosiddette scarpe ortopediche rigide, mentre oggi ci si avvale di  strumenti diagnostici e terapeutici, che portano alla risoluzione della patologia.   Il convegno si è avvalso anche della esperienza del professor Sandro Giannini, considerato uno dei massimi esperti mondiali della chirurgia del piede, che ha tenuto una applaudita lettura magistrale davanti ai 200 partecipanti.  

“Nella struttura dell’ospedale di Perugia vengono effettuati ogni anno circa 100 interventi chirurgici di piede piatto del bambino, con tecniche  e materiali all’avanguardia - sottolinea il prof Auro Caraffa, direttore della struttura di Ortopedia del nosocomio perugino - È evidente che l’intervento chirurgico rappresenta una minoranza dei casi , visto che più livelli di gravità sono differenti, e spesso trattabili in maniera non chirurgica, a patto che la diagnosi corretta e il trattamento adeguata vengano iniziati precocemente. In questi casi, già all’età di 4 anni in sinergia con il pediatra è necessaria una valutazione ortopedica mirata”. 
Una apposita sezione si è occupata di trattare l’argomento nell’adulto, che ancora oggi è oggetto di controversie sul tipo di trattamento : “ nella nostra struttura -sottolineano il dottor Michele Palleri, esperto di chirurgia del piede nello ospedale di Perugia - viene attuata una metodica innovativa, i cui risultati estremamente positivi sono stati recentemente valutati e pubblicati su Foot & Ankle Interrnational journal”. 

“Il risultato finale è legato anche ad una corretta gestione post operatoria- ha sottolineato il prof Giuseppe Rinonapoli- con un programma riabilitativo dedicato”. Per ribadire la cultura dell’ospedale senza dolore, ha svolto una relazione l’anestesista dottoressa Melissa Antoneli del S.Maria della Misericordia dal titolo :” La gestione del dolore perioperatorio nella chirurgia del piede e della caviglia”. 
 

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