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Cronaca

Assenteismo in Provincia, dipendente condannata a risarcire l'ente per la false strisciate di ingresso e uscita

In sei erano finiti davanti al Tribunale penale, ma il reato si era prescritto. La Corte dei conti ha riaperto il processo per una delle persone coinvolte

Timbrava il cartellino e poi usciva dall’ufficio. La Corte dei conti ha condannato una dipendente assenteista a risarcire la Provincia di Perugia per 1.328 euro e 14 centesimi.

La Procura regionale contabile ha portato in giudizio la dipendente, difesa dagli avvocati Francesco Falcinelli e Massimo Lipparini, ha seguito di un’indagine e un processo relativi a fatti del 2009, quando venne scoperto che sei impiegati avevano sottratto 165 ore di lavoro all’ente provinciale.

La contestazione riguardava “una vicenda di responsabilità amministrativa correlata a condotte di allontanamento dal posto di lavoro di alcuni dipendenti della Provincia di Perugia senza la regolare timbratura del badge ed alle conseguenti indagini”.

La posizione della dipendente è stata definita con un “non doversi procedere per estinzione del reato ascritto (analogamente a tutti gli altri imputati) per intervenuta prescrizione”. Il processo contabile era stato sospeso in attesa della definizione del penale.

I giudici contabili hanno riaperto il procedimento e condannato la donna al pagamento di 500 euro per il danno d’immagine e 828 euro di danno patrimoniale relativo alle assenze ingiustificate del periodo tra maggio e dicembre 2009. Condanna anche al pagamento delle spese processuali di 624,88 euro.

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