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Violento, pericoloso e latitante: spacciatore braccato e arrestato a Fontivegge

Il 24enne ha un curriculum criminale spaventoso tra spaccio, rapine e risse in strada a colpi di coltello. Spedito a Capanne

Jridi Belhassan (conosciuto dalla Polizia anche con il nome di Kalech Belhassen), tunisino, ventiquattrenne, ha un curriculum criminale a Perugia di tutto rispetto per svariati episodi di microcriminalità. In più, è noto per essere particolarmente inserito nel mondo dello spaccio “di piazza” di sostanze stupefacenti del centro storico e di Fontivegge.

Lo scorso 3 luglio, la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia ha emesso un provvedimento di esecuzione per la carcerazione a carico di Jridi, a seguito del “cumulo” di diverse sentenze di condanna. Nello specifico, il provvedimento si riferisce a cinque episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, tutti attentamente e meticolosamente documentati dagli uomini della Squadra Mobile. Appena emesso, gli agenti si sono messi immediatamente alla ricerca del tunisino ricercato, che già conoscevano molto bene ma che, come era prevedibile, difficilmente si sarebbe fatto trovare.

Secondo una ricostruzione investigativa ancora da riscontrare, pare anche che durante la sua latitanza, abbia partecipato ad una rissa nei pressi della stazione “Fontivegge” la notte della scorsa domenica 12 luglio, nel corso della quale suo fratello è stato raggiunto da un fendente all’addome ad opera di un connazionale, successivamente individuato ed arrestato dalla Polizia. Al momento le indagini proseguono.

L’unica certezza è che il “pusher” tunisino, anche dopo l’aggressione a suo fratello, aveva pensato bene di “sparire” dalla circolazione: inutili, per gli agenti, gli appostamenti in ospedale, dove era presumibile che il ricercato andasse a trovare il fratello.

Jridi, per sicurezza, ha vagato per giorni da un tugurio all’altro di Fontivegge, fino a quando, nella serata dello scorso martedì 21 luglio, è stato notato dagli uomini della Mobile nei pressi della fermata degli autobus. Appena riconosciuti gli agenti, si è dato alla fuga. Ma non ci è riuscito. Catturato e  accompagnato a Capanne, dove dovrà scontare un residuo di pena di 5 mesi e 9 giorni, oltre al pagamento di 3000 euro di multa (la pena originaria era stata fissata ad 1 anno e 6 mesi, gran parte della quale già scontata in custodia cautelare).

Jridi annovera precedenti specifici per spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche per rapina, per evasione nonché per ingresso illegale nel territorio dello Stato. Risale soltanto allo scorso aprile 2015 un fermo di indiziato di delitto per rapina aggravata: nel pomeriggio del 16 aprile, nel sottopassaggio di collegamento tra la stazione e via del Macello, aveva preso di mira un povero ragazzo disabile, colpendolo violentemente e derubandolo.

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