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INVIATO CITTADINO 8 Marzo, lo "sciopero globale" delle donne in piazza IV Novembre

Ragazze giovani e giovanissime, scese in piazza per una manifestazione anticonformista: si chiama “sciopero globale”

8 marzo in piazza Grande. Non è che fossero tante, ma di rumore ne hanno fatto parecchio. Ragazze giovani e giovanissime, scese in piazza per una manifestazione anticonformista: si chiama “sciopero globale”. C’è anche qualche ragazzo, un paio, a dare man forte. 

A leggere i cartelli affissi alla Fontana tazebao, le manifestanti rivendicano autonomia decisionale, e una “sorellanza combattiva” che le faccia uscire dalla condizione di “vittime passive”. Reclamano anche il diritto di porsi “fuori dalla “eteronormatività” e lanciano messaggi provocatori come: “Mi sottraggo al decoro: mutande dentate, minigonna vertiginosa, trucco esagerato, tacchi a spillo, parrucco irriverente”. E aggiungono: “Mi sottraggo al lavoro salariato, non rispondo a e-email e telefonate…”.

Come atteggiamento anticonformistico dicono: “Mi sottraggo al lavoro di cura e domestico, cercatemi solo per scendere in piazza”. Dei coperchi di pentola, scarpe con tacco vertiginoso, biancheria intima, hanno accanto lo slogan “Meno principesse, più guerriere”. Un  carrozzino con un bambolotto simboleggia il rifiuto della donna “fattrice” e relegata al ruolo di domestica.

Carabinieri e polizia controllando discretamente le posizioni, tranquillissime, anche se i decibel, sparati a go-go, disturbano il concerto lirico in Sala dei Notari. Tra canti a squarciagola e danze si dipana il tardo pomeriggio. Un cane osserva indifferente. Mentre un frate francescano butta un’occhiata distratta e passa oltre.

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