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Una via della piccola frazione tra Umbria e Marche di Perticano

Una via della piccola frazione tra Umbria e Marche di Perticano

Uccide a coltellate il rivale in amore, l'uomo già denunciato per stalking: ma il suo vero obiettivo era la ex?

E' stato arrestato a Perticano, frazione di Scheggia e Pascelupo, il presunto killer del professore di Sassoferrato. La ricostruzione degli inquirenti e i dubbi ancora da risolvere: nel pomeriggio l'uomo ha contatto senza successo l'ex moglie

E' stata una vera e propria caccia all'uomo. Sebastiano Dimasi detto "Nello" è stato ritrovato - 20 ore dopo l'omicidio del rivale in amore, Alessandro Vitaletti, avvenuto sabato scorso a Sassoferrato (Ancona) - da una task-force formata dai militari della Compagnia di Gubbio, della stazione di Sassoferrato e di Fabriano. Ammanettato in mezzo ai campi della piccolissima località di Perticano: appena 40 abitanti da dividere in due comuni (Scheggia e la località marchigiana già nominata), in due province (quella di Perugia e Ancona) e in due regioni (Umbria e Marche). Una Perticano famosa quasi esclusivamente tra i garisti della pesca alla trota data la presenza di un impianto di pesca sportiva con le acque più limpide e naturali di tutto il territorio. 

Dimasi - 54 anni, muratore e originario dela Calabria - era sotto choc e disorientato quando è stato fermato dall'Arma. L'uomo, dopo il dramma, sarebbe salito a bordo di una piccola utilitaria facendo rotta direttamente verso la propria abitazione di Perticano. Qui aveva lasciato il mezzo e il cellulare. Poi si sarebbe nascosto da qualche parte non distante da casa. E qui (in territorio umbro) lo hanno ritrovato i carabinieri quasi remissivo. 

La caccia all'uomo era scattata già poche ore dopo l'omicidio dato che tutto portava sulla strada di "Nello". Lo avrebbero visto alcuni testimoni uscire dal bar dello Sport con passo veloce quando dall'altra parte della strada si è accorto della presenza del rivale in amore che stava facendo o doveva fare rifornimento. Alcuni hanno ribadito alle forze dell'ordine che avrebbe più volte pronunciato questa frase: "T'ammazzo, adesso t'ammazzo". Ma non ci sono conferme ufficiali. In più 10 giorni prima il muratore sarebbe stato denunciato dall'ex moglie per il reato di minacce (e non di stalking come si era ipotizzato in un primo tempo. La situazione stava velocemente degenerando, lo stesso copione di tante guerre tra ex coniugi. 

Raptus di follia o premeditazione? E ancora: ma il vero obiettivo, in quel sabato rosso sangue, era l'ex moglie piuttosto che il professore? Sono queste le domande a cui gli inquirenti e il Pm di Ancona Serena Bizzarri vogliono dare delle risposte certe. Nella stessa giornata dell'omicidio il Dimasi avrebbe cercato l'ex moglie direttamente a casa sua. Ma per fortuna della donna l'incontro non c'è stato. Anche perchè, come dimostra quello che accadrà poco dopo, il 54enne probabilmente era già in possesso del coltello. Era lei l'obiettivo dopo quella denuncia per stalking? 

Dopo il mancato incontro - non è chiaro se la donna fosse fuori casa oppure ha fatto la cosa giusta: quella di non aprire - il killer è andato al bar e solo per caso si sarebbe imbattuto nel professore che si era fermato al distributore di benzina. Venti coltellate brutali lo hanno raggiunte: solo l'autopsia ci dirà quante mortali. Per il momento resta nel silenzio più totale il muratore calabrese che è ora assistito dagli avvocati Zucchini e Carmenati. Sassoferrato intanto piange la perdita di un bravo insegnante  che si era laureato alla Facoltà di Lettere e Filosofia a Perugia ed ora insegnava alle scuole medie. 

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