Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

IL PERSONAGGIO È perugino uno dei maggiori scrittori nazionali di libri per ragazzi... e non solo

È perugino uno dei maggiori scrittori di libri “per ragazzi”. Franco Monacchia, elcino doc, è autore di una  sterminata serie di libri, amatissimi da bambini e ragazzi

È perugino uno dei maggiori scrittori di libri “per ragazzi”. Franco Monacchia, elcino doc, è autore di una  sterminata serie di libri, amatissimi da bambini e ragazzi. Ma non solo. Oltre alla serie di Polvesina (mitica figura lacustre), è autore de “La bottega di mastro Pietro” (2004) che riscosse un ampio successo in occasione della mostra del “divin pittore”.

Un suo personaggio di punta è Nina, l’Husky dagli occhi di ghiaccio, che ha conseguito ovunque straordinari consensi. Monacchia – oltre ai numerosi e meritatissimi premi, conquistati per tutto lo Stivale – è stato due volte finalista al Bancarellino (il Bancarella della scrittura per ragazzi). La prima volta con “Polvesina e il vecchio pescatore” (nel 2003) e la seconda, nel 2007, con lo splendido “Una rete tutta d’oro” che narra la stupenda avventura calcistica di un ragazzo del territorio lacustre.

Il suo racconto “La rondine e l’aquila” è contestualizzato nel drammatico terremoto del 2009. Suo complice sul piano dell’illustrazione è Federico Castagner, peraltro autore in proprio di thriller e di noir, con incursioni anche in campo cinematografico.

Oggi Monacchia torna al romanzo ed è sugli scaffali, sempre per i tipi di Paolo Lombardi (Eranuova), con “Ragazzi inutili”, un libro che gronda umanità. Il tema è quello – drammatico e attualissimo –  dell’immigrazione in Italia. Gli “inutili” sono due ragazzi senegalesi che aspirano a raggiungere il nostro Paese. Il primo in maniera e con mezzi ordinari; il secondo con rischi  e sofferenze indicibili.

La storia muove da racconti che Monacchia ha raccolto da veri profughi incontrati nelle spiagge sarde. E, nell’esergo, lo scrittore dà conto di questa vicenda con poche e intense parole: “Ho passato ore ad ascoltare i loro racconti. Ho passato ore a scrivere il mio. A loro lo dedico”. E, in tutta evidenza, “loro” sono gli informatori e i protagonisti della vicenda.

Stavolta Franco Monacchia ha superato se stesso. Il lungo e intenso tirocinio dedicato alla scrittura, la complicità della moglie Nicoletta e della figlia Francesca, sue prime e pignolisssime lettrici, lo ha aiutato a realizzare la sua opera migliore. Auspichiamo per Franco, ex dipendente comunale col pallino della scrittura, un percorso di sicuro successo.

Sono passati quasi trent’anni da quando, nel 1998, ci consegnò il suo “Col cuore in mano”, in cui raccontava, in forma di romanzo, un difficile snodo esistenziale legato alla salute del suo cuore. Oggi lo ritroviamo scrittore maturo e determinato. Ma il cuore resta sempre il punto di forza della sua pagina limpidissima e generosa.

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