Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Espulso dall'associazione sportiva si vendica perseguitando il presidente: a processo

Accusato di stalking per i iglietti nella cassetta della posta, gli insulti passando davanti all'abitazione e le telefonate sul luogo di lavoro

L’esclusione da un’associazione sportiva diventa motivo di contesa e poi sfocia in una serie di procedimenti per stalking.

A finire sotto processo, difeso dall’avvocato Michele Gamboni, l’ex presidente dell’associazione sportiva, il quale non avrebbe gradito la sua esautorazione, dopo legittima votazione, e l’elezione di un’altra persona. Proprio questa sarebbe stata fatta oggetto di atti persecutori.

Per la Procura di Perugia l’imputato “con condotte reiterate, animate da un forte risentimento” avrebbe molestato il neo presidente “in modo tale da cagionargli un perdurante e grave stato di ansia, da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità personale e da costringerlo a modificare le proprie abitudini di vita”.

Nella denuncia sono elencati una lunga serie di comportamenti, a partire da “tre biglietti manoscritti” lasciati nella cassetta postale della sorella della persona offesa riportanti nome e cognome e poi insulti “mer… serio”, “cac…” e “lercio figlio di mai… put… tr… vergine santa di c… e recchie”.

Una volta veniva visto strappare il cartoncino della cassetta postale e sputare sulla stessa. Nei giorni successivi venivano trovati altri biglietti con insulavvocato Rometta Daica-2ti vari.

In un’altra occasione, passando sotto casa della persona offesa e della sorella, urlava insulti: “Sei un figlio di mig…, vai a lavorare”.

Diverse le telefonate sul luogo di lavoro della vittima delle persecuzioni, per lasciare messaggi ironici nei suoi confronti.

Vessazioni che hanno provocato nella persona offesa, costituitasi parte civile con l’avvocato Daica Rometta, “turbamento” e paura per “la tranquillità individuale” e dei congiunti nel vivere “la propria quotidianità”.

In un altro procedimento, collegato, viene contesta anche la diffamazione per alcuni post sulla pagina social dell’associazione, con accusa di essere mafiosi e pedofili e tramite una mail nella quale invitava la persona offesa a trovarsi un lavoro come spacciatore tra i giovani in discoteca.

Per questi reati l'imputato è già sotto processo davanti al Tribunale penale di Perugia, per lo stalking il giudice per l'udienza preliminare lo ha rinviato a giudizio.

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