Perseguita la moglie e i suoceri, viene perdonato, ma ricomicia con le molestie: arrestato

I genitori della ex lo avevano perdonato, ma lui si è presentato nella notte davanti a casa loro e ha rovesciato le fioriere e disturbato fino all'arrivo dei carabinieri

Botte e minacce alla moglie e ai suoceri. Un comportamento violento e persecutorio che è costato ad un italiano di 42 anni una lunga serie denunce e procedimenti penali per violenza, minacce, stalking, danneggiamento.

Secondo la procura perugina l’uomo “sia con il mezzo del telefono che con appostamenti preordinati e pedinamenti e frequenti passaggi sotto la loro abitazione, minacciava e molestava” i suoceri “tenendo comportamenti tali da cagionare loro un grave e perdurante stato d’ansia con conseguenze cliniche e da ingenerare negli stessi un fondato timore per l’incolumità propria e della propria figlia e dei loro nipoti”.

I suoceri avevano ospitato la famiglia dopo che questa era tornata dall’estero dove risiedeva. Un aiuto alla figlia e ai nipoti che “versavano in precarie condizioni economiche” e, a dire della figlia, costretti a subire “maltrattamenti da parte del marito (che in frequente stato di alterazione, la minacciava, la schiaffeggiava, non collaborava né economicamente né materialmente alla gestione e dalle spese della vita domestica” oltre ad intraprendere una relazione extraconiugale.

Per questi comportamenti l’uomo era stato raggiunto dall’ammonimento da parte del questore di Perugia. Quando aveva ricevuto la notifica, però, aveva perso la testa, minacciando e aggredendo la compagna in presenza degli agenti di polizia. I quali lo avevano allontanato da casa; ma lui continuava a passare avanti e indietro almeno tre volte al giorno davanti alla casa. Ricevendo un nuovo ammonimento e costringendo al trasferimento di moglie e figli in un luogo protetto.

Non sapendo dove fosse la sua famiglia, l’uomo si appostava sotto casa dei suoceri, telefonava all’alba, suonava il clacson e minacciava: “vi do fuoco alla macchina”, “do fuoco alla casa con la benzina” oppure “ingiuriando e maledicendo in dialetto pugliese la coppia” costringendola a chiamare i carabinieri. Il suocero non dormiva più, mentre la suocera presentava un forte stato di stress con conseguenze a livello ematico.

Ancora, in altre occasioni “si presentava presso l’abitazione dando calci e pugni alla porta di ingresso, continuando a chiamare fino alle 6” della mattina, impedendo a tutti di chiudere occhio.

Violando l’ammonimento si presentava a casa dei suoceri per chiedere notizie della moglie e minacciando i suoceri: “se la trovo l’ammazzo e poi voi perché me l’avete messa contro”, se trovo … l’ammazzo e poi porto via i figli con me”, alternando momenti di rabbia e di contrizione.

Una volta aveva rotto una finestra per entrare in casa, un’altra messo il piede in mezzo alla porta per non farla chiudere al suocero, strappato il cellulare dalle mani della suocera.

Tutte accuse che sono costate all’uomo, difeso dall’avvocato Michele Maria Amici, un procedimento approdato davanti al giudice per l’udienza preliminare nel corso del quale i suoceri avrebbero dovuto attestare la volontà di rimettere la querela, ma si sono rifiutati in quanto la notte scorsa l’ex genero si è presentato sotto casa, ha rovesciato le fioriere, ha schiamazzato e disturbato finché non sono arrivati i carabinieri e lo hanno arrestato. Finita l’udienza in tribunale, infatti, il legale è andato in carcere per quella di convalida dell’arresto.

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