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Pneumatici forati, porte sigillate con la colla e danni allo studio del legale, cliente molesto sotto processo

La rinuncia al mandato da parte dell'avvocato ha scatenato la persecuzione da parte dell'ex assistito. In aula per stalking e danneggiamento

Danni all’auto, allo studio professionale e uno stato d’ansia per tutta la famiglia a seguito della rottura di un rapporto professionale tra avvocato e cliente. È quanto denunciato da una famiglia intera a causa dei comportamenti di un medico che avrebbe molestato tutti per settimane. Il medico è difeso dall’avvocato Riccardo Barberini, mentre i due avvocati, marito e moglie, si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Giusi Mazziotta.

Nel capo d’imputazione si legge che l’uomo avrebbe “danneggiato il pneumatico dell'autovettura ... in uso ai suddetti collocando al di sotto del medesimo una vite inserita su di una placca in metallo” in modo che appena la macchina si fosse messa in movimento si sarebbe bucata la ruota.

In altra occasione avrebbe reso “inservibile la serratura della porta di ingresso allo studio dei predetti, inserendo all'interno della stessa del silicone, nonché provvedendo, con la medesima sostanza a sigillare il perimetro della porta; imbrattando con vernice spray la porta medesima e la targa riportante la dicitura ‘Studio legale’, riferibile alle persone offese” e “rendendo inservibile la serratura centrale della porta di ingresso allo studio, inserendo all'interno della stessa una scheggia di legno”.

Per rintracciare i motivi dell’astio e della persecuzione (presunti fino alla sentenza) bisogna tornare indietro nel tempo, a quando la coppia di legali aveva accettato di curare gli interessi dell’imputato. Almeno fino a quando non avevano rinunciato al mandato, con il cliente che non l’aveva presa bene, dando inizio ad una serie di presunti comportamenti molesti, anche immortalati dal sistema di videoregistrazione installato all’ingresso dello studio: “Alle ore 03:27, facendosi luce con una torcia elettrica, si avvicinava alla porta di ingresso dello studio legale ... per poi allontanarsi lungo il corridoio; Alle ore 03:28 si recava nuovamente innanzi alla predetta porta dello studio legale e con un cacciavite armeggiava sulla targa dello studio, targa posta sulla parete a destra della porta – si legge nella denuncia - danneggiava anche le n. 3 (tre) serrature della porta, con colla o materiale simile “tipo Attack” nonché altri tipi di colla; dalla registrazione, nonché dai fotogrammi della medesima, si vede che lo stesso ha in mano dei flaconi di colla o materiali simili; Sfregia, dunque, ricoprendola di vernice la porta di ingresso e le relative serrature”.

In altre occasioni la figlia della coppia aveva notato un’auto ferma davanti casa o allo studio. Una situazione che cagionava “un grave stato di paura e di ansia reattiva, con insonnia e anche disturbi della concentrazione”, anche a seguito di minacce: “te la faccio pagare, non devi permetterti di fare nulla contro di me perché io sono più forte di te”. Adesso sarà il giudice, a tre anni dal rinvio a giudizio e numerosi cambi di magistrato giudicante, a stabilire se i comportamenti sono riferibili all’uomo e se i fatti contestati si configurino come reato di stalking.

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