Cronaca

Richiede il permesso di soggiorno per motivi familiari, ma non allega i documenti del figlio

La Questura: "Domanda respinta anche per le condanne riportate per possesso e spaccio di droga"

Chiede il rinnovo del permesso di soggiorno in quanto genitore di un minore cittadino dell’Unione europea, ma gli viene negato perché non ha allegato la documentazione attestante la residenza anagrafica della convivente e del figlio minore.

E così scatta il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, assistito dall’avvocato Claudia Orsini, contro Ministero dell'Interno e Questura di Perugia. I quali si costituiscono in giudizio e confermano che l’istanza, presentata in via telematica, è stata rigettata non solo per la mancanza di documentazione relativa al figlio minore, ma anche perché l’uomo “era già stato destinatario di un diniego di permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato” a causa delle condanne riportate per possesso e spaccio di droga. Oltre al fatto che non si era presentato alle operazioni di “foto-segnalamento” richieste.

I giudici amministrativi hanno ritenuto sussistere il difetto di giurisdizione in quanto la legge prevede che “contro il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonché contro gli altri provvedimenti dell'autorità amministrativa in materia di diritto all'unità familiare, l'interessato può proporre opposizione all'autorità giudiziaria ordinaria”, salvaguardando “gli effetti sostanziali e processuali prodotti dalla domanda proposta al giudice privo di giurisdizione nel processo davanti al giudice che ne risulta munito”.

Il ricorrente dovrà, comunque, pagare le spese di lite a favore del Ministero dell’Interno.

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