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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca Foligno

Usa i permessi della 104 per ricevere clienti in nero, fisioterapista assolto dalla Corte dei conti: "Assisteva i genitori"

L'indagine era iniziata con una lettera anonima: "Dirotta i clienti dell'Usl nel suo studio privato", ma non ci sono prove

Una lettera anonima per informare l’Usl che il fisioterapista utilizza i permessi della 104 non per assistere i genitori anziani, ma per ricevere privatamente dei clienti. Per la Corte dei conti, però, non c’è danno erariale in quanto il fisioterapista avrebbe realmente utilizzato i permessi per assistere i genitori, anziani e malati, pur non vivendo con loro.

La Procura contabile ha citato il fisioterapista contestandogli di aver usufruito dei permessi e congedi per svolgere attività privata, senza comunicarlo all’azienda sanitaria Usl Umbria 2, presso l’abitazione della moglie a Spello, assentendosi dal luogo di lavoro a Foligno.

L’indagine era scattata dopo l’invio di una lettera anonima nella quale si denunciavano sia le assenze, sia l’aver dirottato presso il suo presunto studio privato, dove avrebbe svolto l’attività in nero, i pazienti presi in carico dal servizio pubblico.

L’uomo, difeso dagli avvocati Fabrizio Mastrangeli e Francesco Niccolini, era stato seguito dai militari della Guardia di finanza nei suoi spostamenti dal lavoro all’abitazione dei genitori anziani e malati, per i quali aveva ottenuto i benefici della legge 104.

I militari avevano appurato che l’uomo nei giorni per i quali aveva chiesto il permesso non aveva dimorato nell’abitazione dei genitori, ma in quella della moglie, entrambe a Spello, ma in vie diverse.

Da questa indagine è nato anche un procedimento penale per false dichiarazioni sulla residenza, mentre la Procura contabile contestava un danno erariale di 42.974,05 euro “con riferimento alle retribuzioni indebitamente percepite in costanza dei circa sedici mesi di assenza retribuita illegittimamente fruiti”.

Il fisioterapista ha contestato tutte le accuse, precisando di essersi occupato dei genitori nelle ore in cui non erano presenti le badanti, assunte con regolare contratto.

I giudici contabili, esaminata la documentazione probatoria, le cartelle cliniche dei genitori dell’uomo, i permessi fruiti, la rinuncia alla posizione apicale del fisioterapista per dedicarsi all’assistenza del padre e della madre, il fatto che le due abitazioni fossero a poche centinaia di metri e che il professionista sia andato in pensione poco dopo, ha di dover rigettare la domanda della Procura contabile e prosciogliere il fisioterapista da tutte le accuse.

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