Cronaca

Pensionata batte l'Inps: illecite le trattenute sull'assegno mensile se l'errore è dell'ente previdenziale

I giudici contabili: il cittadino non è tenuto a comunicare i dati fiscali se già inseriti nella dichiarazione dei redditi

Nel 2020 è irreale che un ente pubblico chieda al cittadino di comunicare dei dati fiscali che si possono scaricare tranquillamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Con questa motivazione la Corte dei conti ha condannato l’Inps a restituire ad una pensionata le somme indebitamente trattenute dalla pensione per un errato calcolo in principio della reversibilità.

La pensionata, assistita dall’avvocato Marzia Biagiotti, si era vista trattenere 8.631,46 euro dall’Inps che aveva ricalcolato la pensione di reversibilità sulla base della dichiarazione dei redditi.

Secondo l’ente previdenziale la donna non aveva mai inviato il “modello red” per certificare i redditi e che il ricalcolo e le trattenute erano avvenute per “la per mancata applicazione delle decurtazioni legali”. La signora rispondeva che “la sua percezione delle maggiori somme era avvenuta in assoluta buona fede” e che la dichiarazione dei redditi l’aveva sempre presentata e che i dati erano accessibili.

Per i giudici contabili, però, non è applicabile “la ripetizione dell’indebito in presenza di una molteplicità di fattori aventi come minimo comune denominatore la non addebitabilità al percipiente dell’erogazione percepita in eccesso”.

Nel caso in questione, inoltre, la Corte ha ritenuto “la sostanziale diversità tra recuperi disposti in sede di conguaglio tra pensione provvisoria e pensione definitiva e quelli conseguenti al superamento dei limiti di reddito”.

La Cassazione, infine, ha chiarito che “nessun obbligo di restituzione si può configurare” nell'ipotesi in cui il cittadino abbia dichiarato i propri redditi alla pubblica amministrazione e questi sono conoscibili all’ente pensionistico.

Spetta all’Inps, quindi, effettuare i controlli nelle banche dati e “risulta distonico rispetto all’evoluzione normativa ritenere che sia ancora richiesto al cittadino di presentare annualmente sempre e comunque il modello red”.

Escluso, dunque, il dolo della pensionata, il suo ricorso è stato accolto, con dichiarazione di “irripetibilità” delle trattenute, con diritto alla restituzione di quanto non versato dall’Inps.

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