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Mercoledì, 26 Giugno 2024
Cronaca

Pedone investito sulle strisce, condannato automobilista: andava troppo forte ed era distratto dal cellulare

La Corte d'appello ha rigettato la richiesta di concessione delle attenuanti generiche

Andava troppo forte in città ed era distratto dal cellulare alla guida: niente attenuanti e sconti di pena.

La Corte d’appello di Perugia ha confermato il “diniego delle circostanze attenuanti generiche” nei confronti di un imputato che doveva rispondere dell’accusa di omicidio stradale per aver travolto un pedone che attraversava sulle strisce pedonali. Secondo i giudici di appello il diniego della concessione delle attenuanti “sebbene non sorretto nella sentenza (di primo grado, ndr) da un adeguato passaggio motivazionale”, può ritenersi “sostenuto dalla particolare gravità del fatto e dall’assenza di condotte dell’imputato positivamente valorizzabili in tal senso”.

La Corte d’Appello ha confermato la condanna a tre anni per omicidio stradale, con sospensione delle patente per due anni, rigettando la richiesta di concessione delle circostanze attenuanti generiche avanzata dall’imputato ritenendo “la particolare gravità dal fatto da sola sufficiente a giustificare la mancata concessione delle circostanze attenuanti”. Secondo i giudici “le modalità dell’investimento erano univocamente concludenti per una imperdonabile distrazione del conducente alla guida, considerata inoltre l’alta velocità su rettilineo urbano, peraltro provvisto di illuminazione e la regolare condotta del pedone attraversante sul passaggio zebrato”.

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