Pedina e molesta la ex che guida lo scuolabus, condannato per stalking

L'uomo si sarebbe reso protagonista di tantissimi episodi di disturbo e di violenza anche nei confronti del nuovo compagno della donna. Il Tribunale per i minorenni gli ha tolto la potestà genitoriale

Condannato ad un anno e sei mesi di reclusione e al risarcimento da stabilire in sede civile per aver molestato la ex e il nuovo compagno, ma anche le amiche della figlia.

L’uomo, difeso dall’avvocato Mirko Fagiani, era accusato del reato di stalking perché “dopo l’interruzione della relazione sentimentale con ...” avrebbe “minacciato e molestato” la donna e il suo nuovo compagno attraverso “numerose chiamate, a brevissima distanza temporale l’una dall’altra” sull’utenza telefonica della figli della ex coppia.

Scorrendo il capo d’imputazione si legge anche di continui appostamenti con l’auto “lungo il percorso stradale abitualmente seguito da … nella sua qualità di conducente di scuolabus” seguendola poi negli spostamenti.

In altre occasioni si “appostava nel piazzale privato antistante all’abitazione di …, a volto coperto per evitare di farsi riconoscere”.

Oppure avrebbe avvicinato la figlia di un’amica della ex parlando male della donna, con epiteti offensivi, facendo riferimento anche ad un altro procedimento, quello nato per l’incendio dell’auto del nuovo compagno della donna, affermando che “tanto quello che ho fatto è stato fumarmi una sigaretta … volevo dare fuoco alla macchina di quel c… non è finita qua, dobbiamo arrivare al dessert”, lasciando intendere “che avrebbe continuato a perseguitare” la ex compagna.

Tra i comportamenti che avrebbero prodotto “un perdurante e grave stato d’ansia” nelle ex e nel compagno “costringendoli ad alterare le proprie abitudini di vita inducendo gli stessi a temere per la propria incolumità”. Tra i comportamenti molesti anche il messaggio sul cellulare: “Come stai, bene?”. Oppure gli “sguardi provocatori e mormorii” in occasione di un incontro ad una sagra, con pedinamento fino all’auto lasciata parcheggiata e il lancio di un mozzicone di sigaretta.

La ex e il suo nuovo compagno si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Gemma Bracco e Giacomo Manduca.

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Oggi la condanna dell’uomo, al quale in precedenza il Tribunale per i minorenni dell’Umbria ha sospeso la potestà genitoriale, infliggendo anche il divieto di contattare autonomamente le figlie.

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