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Il Pd non si dà pace sul palio di Perugia: "Diffuse cifre volutamente inferiori rispetto a quelle impiegate"

Ai consiglieri del Pd i conti del Palio di Perugia non tornano: "Le spese per il Palio hanno monopolizzato il bilancio dell'assessorato alla cultura del Comune di Perugia"

Al PD i conti del Palio di Perugia proprio non vanno giù. Nonostante il successo che ha riscosso a giugno, con una partecipazione sentita della città e l'entusiasmo delle cinque porte che si sono contese la grande sfida dinanzi ad un pubblico numeroso ed entusiasta, nonostante ancora la cornice "naturale" del nostro bellissimo centro storico che ha dato vita alla manifestazione, tra l'altro incentrata in un periodo di passaggi cruciali per la storia perugina, nonostante questo, c'è chi ancora  esprime i propri dubbi su una della carte vincenti che l'amministrazione comunale ha lanciato, per ridare vitalità, storia e cultura al nostro centro. 

"Per Perugia 1416 sono state impiegate ingenti risorse economiche – affermano la Consigliera Comunale del PD Sarah Bistocchi insieme ad Alessandra Vezzosi ed ai capogruppo Mencaroni e Arcudi – tanto da monopolizzare il bilancio dell’assessorato alla cultura del Comune di Perugia, città che da sempre è vetrina per numerosi eventi internazionali, come Umbria Jazz ed il Festival Internazionale del Giornalismo, ed eventi minori che contribuiscono alla vitalità di Perugia arricchendola sia da un punto di vista culturale, sia in termini economici, sia in termini di visibilità e di turismo. Ma negli ultimi due anni questa amministrazione ha negato contributi a queste realtà per concentrare tutte le risorse economiche ed organizzative unicamente a favore dell’associazione Perugia 1416.”

“Infatti – continuano i firmatari - sono state diffuse cifre volutamente inferiori rispetto a quelle effettivamente impiegate direttamente e indirettamente per “Perugia 1416 - Passaggio tra Medioevo e Rinascimento”. Si arriva all’importo complessivo di 190.000 euro circa, facendone l’evento su cui il Comune di Perugia investe più risorse economiche ed organizzative.”

“Quando si tratta di finanziamenti e di impiego di risorse pubbliche è fondamentale sia la trasparenza e la chiarezza sia per il rispetto dei dettami legislativi sia per il rispetto dovuto alla cittadinanza tutta. Abbiamo quindi attivato la Commissione Controllo e Garanzia per verificare l’opportunità e la legittimità, da parte dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, di destinare cifre così alte ad un’associazione privata, presieduta dallo stesso Assessore che stanzia i suddetti fondi e il cui Vice Presidente è un Consigliere Comunale che vota gli stanziamenti messi a bilancio. Considerando, inoltre, che gli stessi fondi saranno gestiti da Assessore e Consigliere non come pubblici amministratori ma come privati cittadini, eludendo così le norme di diritto pubblico in materia di appalti, finanziamenti e bilancio.”

“Inoltre vorremmo capire – proseguono i firmatari - se ci sono i presupposti di un frazionamento artificioso delle prestazioni pagate direttamente dal Comune di Perugia per oltre 90 mila euro e divisi in più affidamenti diretti, invece che attraverso una gara pubblica, allo scopo di sottrarli alle disposizioni previste dal Codice degli Appalti, il quale ne fa esplicito divieto all’art. 31 comma 11. Riteniamo anche non chiare non solo le modalità con cui è stata pagata la prestazione di 15 mila euro a Giuseppe Del Barna, dipendente pubblico del Comune di San Sepolcro, per il quale dovrebbe vigere il divieto di superare i 5 mila euro annui e i 30 giorni di lavoro come prestazione occasionale, ma anche se le ingenti risorse investite nell’evento provenivano in tutto o in parte dal milione di euro e vorremmo quindi verificare la legittimità di tale investimento, trattandosi di fondi vincolati a progetti inseriti nel dossier presentato.”

“Infine – concludono i consiglieri – abbiamo presentato un’interrogazione per conoscere quale è stato il ritorno economico per gli alberghi, i ristoranti e le attività ricettive di Perugia, con specifica attenzione ai dati su arrivi e prenotazioni e quale il ritorno di immagine per la città di Perugia, anche in comparazione ad eventi come Umbria Jazz e il Festival Internazionale del Giornalismo.”

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