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Passignano, il sindaco lancia piano anti-povertà: da bonus spesa a contributi una tantum

L’importo dell’aiuto può variare da un minimo di 160 a un massimo di 460 euro, a seconda dei componenti che fanno parte del nucleo familiare

A Passignano, a partire dai prossimi giorni, tornano i buoni spesa per le famiglie in difficoltà finanziaria. Come previsto dal Decreto Ristori Ter, il Consiglio dei ministri ha predisposto un nuovo fondo da destinare ai Comuni, per sostenere le persone e/o le famiglie maggiormente in difficoltà attraverso l’erogazione di buoni spesa e generi di prima necessità, come è già avvenuto durante la prima fase della crisi epidemiologica. Si tratta di un’importante misura di solidarietà a favore dei nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno.

Il bando, fa sapere l’Amministrazione comunale, sarà visibile nel sito istituzionale del Comune dove gli interessati potranno trovare tutti le informazioni necessarie per la presentazione della domanda che sarà possibile inoltrare da lunedì 14 dicembre 2020 e fino ad esaurimento delle risorse. L’importo dell’aiuto può variare da un minimo di 160 a un massimo di 460 euro, a seconda dei componenti che fanno parte del nucleo familiare.

A ciò si aggiunge un ulteriore contributo una tantum a sostegno del reddito familiare a favore di persone e/o famiglie in condizioni di disagio economico e sociale. I contributi in oggetto sono volti ad integrare il reddito familiare per quanto attiene alla gestione delle spese ordinarie per la famiglia e la casa, nonché per agevolare il pagamento delle tasse universitarie per gli studenti iscritti ai corsi di laurea.

“Per non lasciare indietro nessuno – riferisce l’Amministrazione comunale di Passignano - abbiamo pensato ad una tipologia familiare diversificata sia per condizioni economiche (nuclei privi di reddito, monoreddito in cassa integrazione o momentanea sospensione e riduzione dell’orario di lavoro; plurireddito con entrambi i percettori di reddito nelle medesime condizioni di cui sopra) che di età (famiglie con figli 0-3 anni; famiglie con figli in età scolare dell’obbligo; famiglie con figli iscritti all’università; pensionati percettori di pensione minima) in modo tale da poter far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno, seppur minimo, a tutti i concittadini da 0 a 100 anni che si trovino a vivere, con profondo disagio, questo delicato momento storico”.

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