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Pasqua, il discorso del Cardinale Bassetti: "Conosco la tragedia della guerra e le sue amarezze"

Grande discorso del cardinale Gualtiero Bassetti nel suo 75esimo genetliaco, in occasione della celebrazione pasquale, a favore delle forze dell’ordine, in cattedrale

Grande discorso del cardinale Gualtiero Bassetti nel suo 75esimo genetliaco, in occasione della celebrazione pasquale, a favore delle forze dell’ordine, in cattedrale. Un’omelia appassionata in cui Bassetti invita gli operatori al servizio della collettività a non lasciarsi prendere dallo sconforto. Il male e la violenza “non prevalebunt” su innocenza e giustizia.

“Vi affido alle parole e all’esempio del profeta Geremia, ben sapendo che ci sarà da sperimentare sua propria pelle la sopportazione di tanti disagi”. Poi, a braccio: “Scusate se vi apro il cuore. Nella preghiera notturna e solitaria, ho sofferto per la sorte toccata a numerose persone, tra cui tanti bambini, colpiti dalla violenza delle bombe e dei gas. Dio piange con tutta l’umanità”.

La parentesi personale prosegue col racconto di episodi vissuti durante le ultime fasi della Seconda guerra mondiale quando, dove lui abitava – non lontano dalla linea gotica, nell’appennino tosco-romagnolo – ben 45 padri di famiglia furono sacrificati, innocenti, per rappresaglia. Giovani uomini da 23 a 30 anni d’età. “Sono cresciuto insieme a quegli orfani, miei coetanei e compagni di giochi”. Un racconto realistico e toccante che sconvolge l’uditorio, costituito da autorità politiche, civili e militari, oltre che da gente comune, accorsa a fare gli auguri al suo vescovo.

“Conosco la tragedia della guerra e le sue amarezze. Abbiamo sperato che il terzo millennio portasse a riflettere sugli errori e sugli orrori della storia. Ci eravamo illusi che fosse un’era nuova di pace e di riconciliazione”. Poi il riferimento a un grande Papa e intellettuale: “Paolo VI ha detto che la storia è una brava insegnante ma che gli uomini sono cattivi scolari”.

“Il prevalere di egoismi, di interessi di parte, di ogni forma di violenza, ci mostra il lato più feroce dell’uomo-lupo”, sottolinea senza citare Hobbes. Un buio della notte delle coscienze rischiarato dalle fiamme delle esplosioni, ma non illuminato dalla luce della fede. L’immagine dei bimbi siriani intossicati e uccisi dal gas nervino ricorre come orrenda visione. Nessun riferimento, invece, al bombardamento notturno dei missili americani. Certamente per difetto d’informazione. Qualcuno aveva il dovere di informare il cardinale su quanto era accaduto nella notte, come prova provata della “pax americana”.

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