Partorire in casa? Più no che sì: per soldi e modello sanitario

Ci sono due proposte di legge regionale che vogliono introdurre il parto assistito a casa. Ma l'assessore Tomassoni non è convinto. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul parto in casa

Sulle due proposte di legge presentate dai gruppi consiliari Idv e Prc-Fds che riguardano il parto a domicilio, la terza Commissione del Consiglio regionale ha programmato un'audizione con gli esperti di questo settore della Sanità.

L'assessore alla Salute Franco Tomassoni ha ribadito che non è in discussione il diritto di scelta della donna ma il Servizio sanitario umbro, che ha scelto di privilegiare il parto nelle strutture ospedaliere per garantire sicurezza a mamme e ai nascituri, non è attualmente strutturato per instaurare un percorso diverso, che andrebbe comunque finanziato, anche se i dati relativi al parto a domicilio evidenziano basse percentuali di persone che ricorrono a questa modalità.

 In ogni caso i contenuti delle due proposte di legge (“Norme per il parto a domicilio e nelle case di maternità” e “Norme per la tutela del percorso nascita e del parto naturale nelle strutture ospedaliere, nelle case maternità e a domicilio”) saranno ricompresi, proprio perché attinenti a diritti delle donne, nella più ampia proposta di legge sulla parità di genere, che la Giunta potrebbe presentare entro due mesi.

Quanto ci costa l'assistenza domiciliare il cui finanziamento preoccupa la Regione? "Attualmente il costo del parto è circa di duemila euro - secondo l'associazione Associazione Nazionale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità - ma il prezzo può variare in base alle tariffe delle diverse equipe.  Come ben sapete, il parto in ospedale è gratuito e si dovrebbe rispettare la libertà di scelta della donna sul luogo del parto. Il parto a domicilio dovrebbe essere rimborsato completamente dalla vostra A.S.L. che va a risparmiare i soldi del parto ospedaliero. Alcune Regioni hanno già riconosciuto con leggi specifiche la possibilità di rimborso: Piemonte, Emilia Romagna, Marche, provincia di Trento.  Informatevi. dall’ostetrica più vicina a voi. Ma anche le donne delle altre Regioni devono cercare di ottenere una forma di riconoscimento economico. Vi proponiamo una lettera di richiesta che voi stesse dovrete inviare alla vostra ASL".

Il parto in casa è pericoloso? "No, il parto in casa è sicuro come quello in ospedale, e questo è stato verificato attraverso una ricerca su 24.000 donne (Olsen O., Meta-analysisi of the safety of home birth, pubblicato in Birth, 1977 Mar, 24 ) .  Lo studio dimostra che il parto in casa è una alternativa sicura per donne selezionate e che riduce gli interventi medici inutili su donne e bambini sani (episiotomia, accelerazione del parto, ecc.)".

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E se succede qualcosa di imprevisto?
Noi ostetriche abbiamo deciso che saremo sempre presenti in due al parto a casa o in casa maternità,  inoltre dobbiamo avere la possibilità di andare  in  Ospedale, se questo si rende necessario. L’Ospedale non deve essere lontano più di 30/40 minuti dalla tua casa. Il 90 per cento dei trasferimenti avviene in tutta tranquillità, con la propria macchina, solo perché c’è un  problema che non può essere risolto a domicilio. Ospedale non significa emergenza. Ma nei rarissimi casi di emergenza l’ostetrica domiciliare ha gli strumenti e le capacità per intervenire nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Parlane con la tua ostetrica.

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