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Sant'Angelo, il parco della vergogna fra degrado e abbandono: box e bagni vandalizzati

Il Parco Sant’Angelo chiede aiuto: troppe le negligenze che si vanno accumulando, con disagi a carico dei frequentatori, che sono sempre di meno

Il Parco Sant’Angelo chiede aiuto: troppe le negligenze che si vanno accumulando, con disagi a carico dei frequentatori, che sono sempre di meno. Anche in ragione di una mancanza assoluta di manutenzione, con una vegetazione incontrollata, sentieri interrotti, scalette rotte, strutture e accessori cannibalizzati da senzatetto, bagni inagibili e forzati, zona verso il Bulagaio in predicato di crollo. “Ci andavo col cane – dice una residente di prossimità – ma nelle attuali condizioni è diventato impossibile”.

Nella parte in basso, ci sono due box in legno, un tempo attivi durante l’estate: il primo, quello delle pizze, è stato violato. Al suo interno bivaccano sbandati: lo si vede da un miserabile giaciglio, lenzuola e plaid abbandonati, indumenti e calzini sparsi all’intorno, resti di barbecue. In quei pochi metri quadri, uno squallore da quarto mondo, con ogni genere di immondezze. E attenti a non avvicinarsi: verboten! Gli occupanti ti aggrediscono in quanto disturbi i loro traffici poco puliti.

Il secondo box (Sound Angelo), in prossimità dell’anfiteatro, era destinato alla somministrazione di bevande. L’area che lo fronteggia veniva usata come pista da ballo, frequentata dai giovani in estate. Ora è tutto sommerso dall’erbaccia. Vi si accede da via del Canerino, ma anche da via dei Pellari. Ma adesso chi ci va più?

Poco sotto, lo scandalo dei bagni pubblici, chiusi con lucchetto. La porta di uno di essi è stata forzata e la struttura viene utilizzata dagli abusivi. Le condizioni igieniche sono paurose: le feci albergano a palate dentro chiusini open air, le fogne sono scoperte e intasate. Sparse all’intorno, un mucchio indicibile di immondezze.

Le strutture sono state letteralmente divorate e fatte a pezzi, dato che gruppi rivali di occupanti volevano servirsene in esclusiva e, alla fine, le hanno rotte per farsi reciproco dispetto. La parte bassa del parco, quella che si affaccia sulla strada Ponte Rio, è in dissesto e transennata, in quanto il muro soprastante è in fase di crollo. Gli utenti si guardano bene dal parcheggiarci le vetture, per il timore di vedersele ruzzolare sotto la Porta del Bulagaio.

L’impegno manutentivo del parco da parte dell’Associazione di quartiere Vivi il Borgo è venuto meno. Intanto si limitava alla parte alta del parco (pallai e zone adiacenti) e poi c’è la questione degli olivi e delle piante che, per le potature, richiedono attrezzature ed esperienza che vanno al di là di quelle comunemente possedute dalla gente. I problemi, dunque, sono complessi e numerosi. Quel parco è tutto da rifare.

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