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Parco dei Sibillini, è uno degli animali più rari ma sta "tornando": ecco sua maestà il Camoscio dell'Appennino

E' tra gli animali più rari del Centro Italia, ha rischiato l'estinzione e sul territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (Marche-Umbria) è stato reintrodotto nel 2008 grazie ad un prestito dall'Abruzzo. E ancora oggi è considerata una specie vulnerabile. Stiamo parlando del maestoso  Camoscio appenninico, che è abituato a vivere in luoghi impervi, soprattutto pareti rocciose molto ripide, dove vi si ripara per sfuggire agli attacchi dei predatori.

Secondo gli ultimi dati registrati dagli uffici preposti del Parco, sono circa 160 gli esemplari stimati, per lo più concentrati sull’area del Monte Bove dove, evidentemente, il camoscio ha trovato un habitat adeguato. Il numero esatto sarà rilevato con il nono  censimento che si svolgerà dal 22 al 30 ottobre prossimo. Ma già ad oggi si può dire con fiducia che il Camoscio anche nel nostro parco sta ritrovando i giusti spazi per sopravvivere e continuare a riprodursi senza gravi difficoltà. Massima attenzione sui bracconieri: il camoscio dell'appennino è una delle prede più ricercate per farne dei trofei.


 

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