Cronaca

Parco di Santa Margherita, L'inquinamento è servito. Cartoline dal degrado urbano

La segnalazione perviene dalla scrittrice e fotografa Tania Edda Clara Giacometti, amante delle salutari passeggiate open air

Parco di Santa Margherita, inquinamento offresi. Cartoline dal degrado urbano. La segnalazione perviene dalla scrittrice e fotografa Tania Edda Clara Giacometti, amante delle salutari passeggiate open air. Escursioni che ama compiere in quel che resta dei parchi cittadini. Ci scrive: “Quello che potrebbe essere un percorso cittadino per una boccata d’aria e per sgranchire i muscoli, in questo periodo di isolamento da pandemia, è ormai ridotto a un’esecrabile condizione di degrado”. Spiega: “Il Parco di Santa Margherita, polmone verde nel cuore della città, è divenuto off limits, banned, luogo proibito, in cui non ci si può muovere a piacere. In ragione dell’insopportabile degrado e della sporcizia che vi regna indisturbata”.

Le foto inviate valgono a fornire un’idea e una documentazione precisa del tema. Si notano residui di cibo, contenitori di plastica, bottiglie di vetro, incarti. E, manco a dirlo, siringhe usate… non proprio per motivi di salute. Racconta: “Ogni tanto, qualche ardimentoso runner vince la paura di un possibile strano incontro ed evita quelle sporadiche automobili che tra l’altro sfrecciano, senza alcun rispetto delle norme di prudenza, su questa strada priva di illuminazione e piena di curve”.

In special modo la situazione si palesa sotto “Il Tiglio”, luogo che dovrebbe essere tutelato anche per il rispetto dovuto ai bambini che lo frequentano. Chi sono gli autori di questo miserevole stato di cose? “Come si può notare dai rifiuti e dal degrado, l’area è prevalentemente frequentata da individui senza fissa dimora. È possibile vederli bivaccare di fronte all’Hospice”. Che fare? Imporre di ripulire. Come? “Perché – spiega la nostra interlocutrice – chi ha tempo per bivaccare ha tempo pure per ripulire”.

Aggiunge: “Visto il periodo ingrato che stiamo vivendo, la pulizia è di fondamentale importanza”. Ma chi glielo dice, chi lo può imporre a questi incoercibili inquinatori? La soluzione? “Perché non reclutare certi ‘inoperosi’ e portare a nuova vita il luogo?”. Illusione. Amica lettrice, chi è solito assumere questi comportamenti incivili non pulirebbe, non dico se vi fosse “portato”, ma nemmeno se in quel luogo fosse letteralmente “deportato”.

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