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Case popolari a Perugia, residenti da 15 anni in pole: molti favorevoli, Rifondazione grida al razzismo

Il regolamento perugino che assegna ulteriori punti "per le emergenze abitative" per la graduatoria delle case popolari è diventato motivo di discussione nazionale, riportato anche dai grandi media. I tre punti in più per chi risiede da almeno 15 nel capoluogo umbro sembra andare in direzione delle famiglie italiane. Ma in verità anche di quelle straniere che ormai sono perfettamente integrate e dopo un periodo di benessere hanno pagato caro la crisi (come tutti) di questi anni.

Il sindaco degli inquinlini Cgil ha parlato di un atto voluto da una Giunta di centrodestra per togliere dalle graduatorie molti stranieri. Gli ambienti locali e nazionali di centrodestra hanno elogiato il sindaco Romizi che "premia in primis i propri connazionali". A favore del regolamento comunale - di supporto e integrativo a quello regionale - si sono espressi anche in queste ore la Lega Nord Umbria, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Mentre sono piovute critiche durissime dal segretario provinciale di Rifondazione Comunista che è in linea con la denuncia del Sunia e prevede una raffica di ricorsi. 

I favorevoli

LEGA NORD (Feligioni e Tassi): "Esprimiamo vicinanza e sostegno incondizionato al Sindaco A.Romizi, che prosegue nel solco di un’attività di maggioranza da noi condivisa. L’attacco della CGIL è solo uno sterile tentativo di mettere in ombra l’attività di questa Amministrazione che in questi anni ha operato nel rifacimento del manto stradale, ha valorizzato le aree verdi, abbassato le tasse ai cittadini senza intaccare le casse comunali e senza aggiungere oneri ai cittadini perugini".

FRATELLI D'ITALIA (Pittola e Mignini): “Il sindacato Sunia-CGIL si scaglia faziosamente contro il Comune, che in maniera trasparente tutela gli interessi e i diritti dei cittadini di Perugia. Il fattore disagio tanto contestato c’è, ad essere residenti e pagare le tasse, perché arriva sempre qualcuno da un Paese più povero del tuo che ti passa davanti ogni volta. Il disagio è aspettare 10 o 15 anni, o addirittura invecchiare senza ottenere una casa popolare, dopo che ogni anno si presenta la richiesta ma si viene sistematicamente scavalcati da chi non ha alcun legame con il territorio”.

FORZA ITALIA (CASTORI): "Ho contribuito in prima persona per questo parametro che rende giustizia a chi da sempre ha pagato molto, in termini di tasse e sofferenze, per la sua città e per il suo Paese. E' un parametro equo e rispettoso anche perchè il numero degli alloggi è limitato e le risorse per farne altri sono poche. Chi si indigna lo fa solo per ragioni politiche che a noi non interessano". 

Contrari

RIFONDAZIONE COMUNISTA (Oscar Monaco): "Condividiamo pienamente le posizioni espresse dal Sunia Cgil rispetto al nuovo bando per l'assegnazione delle case popolari; in primo luogo va detto che la misura inserita nel bando rispetto ai quindici anni di residenza come criterio di punteggio rischia di rivelarsi inutile, sarebbe come integrare con fondi pubblici i redditi più bassi tralasciando completamente chi un reddito non lo percepisce affatto. Ma questo potrebbe essere già accaduto pensandoci bene, d'altra parte in tema di misure impopolari centrodestra e PD pari sono. Inoltre l'escamotage ha un sapore marcatamente razzista, infatti in barba alle esigenze materiali si tende a privilegiare una presunta appartenenza etnica rispetto all'universalità dei diritti di tutti coloro che lavorano e pagano le tasse nel nostro paese"

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