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Madre per miracolo scrive al Papa e lui risponde: "La battezzeremo in Vaticano"

E' una storia fatta di fede, amore e grande speranza. Una coppia di genitori umbri dopo aver avuto la grazia di una gravidanza ritenuta impossibile - a causa di una forma particolare di endometriosi - ottiene che a celebrare il battesimo sia proprio Papa Francesco, che ha inviato una lettera (in allegato) alla famiglia

Una telefonata in redazione. Una delle tante. Anzi no. Arriva da Terni: un territorio che difficilmente seguiamo dato che siamo un giornale su base provinciale. Al telefono una voce gradevole che ci dice di aver trovato il numero su internet. E' Anna Rita dall'altra parte dell'apparecchio. E ci racconta una storia fatta di fede, speranza, amore per Papa Francesco e di una coppia che difficilmente poteva avere figli per via di un problema - una forma particolare di endometriosi - che permette la gravidanza ad una donna su mille affetta da questa patologia. E in più c'è il fatto che Anna Rita ha 39 anni. Per carità sono pochi ma è oggetivamente più difficile restare incinta. Ma loro pregano San Francesco e Papa Francesco. Vanno in pellegrinaggio ad Assisi dopo aver assistito alla elezione di Bergoglio a Pontefice. E poco dopo arriva la notizia più bella: Anna Rita aspetta un bambino che nascerà a marzo. Il marito, Giovanni, scrive direttamente al Papa per chiedergli di celebrare, lui personalmente, il battesimo del piccolo bimbo miracolo. E la risposta è arrivata: sì. Ecco una storia di fede che passa per Terni, Assisi e arriva direttamente al Vescovo di Roma. Per non rovinare la poesia abbiamo chiesto ad Anna Rita di scriverla lei. E così ha fatto. Di seguito la lettera della nostra lettrice e in allegato la lettera dal Vaticano con tanto di foto di Papa Francesco. 

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La redazione

Salve,
Innanzi tutto mi presento mi chiamo Anna Rita Carrozza, sono romana, ho 39 anni, e vivo in Umbria
con mio marito Giovanni mio coetaneo, lui di Terni. Ci siamo sposati due anni fa. I problemi sono iniziati quando la ginecologa diagnosticandomi una forma particolare di endometriosi ci aveva detto che avremmo potuto avere un bambino con una percentuale bassissima di probabilità (circa una su mille).

Non ci siamo dati pervinti, siamo molto religiosi, mio marito ancora più di me. Abbiamo deciso di affidarci al buon Dio e quello che lui voleva lo avremmo accettato...se poi non avessimo avuto un figlio nonostante i tanti tentativi e le tante cure, avremmo inoltrato a gennaio 2014 la pratica per adottare un bimbo.

Quando c'è stata l'elezione a Roma del nuovo Pontefice mio marito ci ha tenuto ad andare a Roma dove siamo rimasti tre giorni. Appena è stato eletto Papa Francesco mio marito Giovanni si è commosso ed ha cominciato a piangere...quando gli ho chiesto perché mi ha detto che se avesse avuto un figlio maschio sin da ragazzo avrebbe voluto chiamarlo Francesco come il Santo di Assisi.

Dopo i tre giorni passati a Roma, abbiamo deciso di prolungare il pellegrinaggio per recarci proprio ad Assisi (peraltro vicino a noi e dove tante volte andiamo) a ringraziare il Santo Patrono di averci donato un
Pontefice che a noi è piaciuto subito. Sono passati alcuni mesi ed a giugno l'incredibile notizia : ero incinta !
La prima cosa che mio marito ha fatto è stata di scrivere a Papa Francesco a Santa Marta per raccontargli la nostra storia e di come  avrebbe voluto chiamare Francesco il figlio se fosse stato un maschio e quanto sarebbe stato bello se il Santo Padre avesse potuto battezzarlo.

La gravidanza è andata avanti senza tanti problemi. Solo qualche giorno fa, quasi insieme, ci sono arrivate due sorprese: la prima il risultato dell'amniocentesi che ci ha confermato la regolarità della gravidanza solo con una piccola sorpresa : aspettiamo una bambina ! la seconda una lettera arrivata dal Vaticano per la nostra famiglia con una speciale benedizione del Santo Padre e la Sua disponibilità a battezzare il nascituro (presumo ovviamente in Vaticano).

Credo che non ci siano parole per descrivere la nostra gioia ed è forse anche per questo che abbiamo deciso di chiamare nostra figlia Gaia. Crediamo che l'insegnamento più grande ed importante che questo Papa ci ha donato ed ha donato al mondo è che non bisogna mai perdere o (peggio) farsi
rubare la speranza. Il 22 marzo 2014 (secondo i calcoli da calendario ginecologico) il nostro
angioletto dovrebbe scendere sulla terra ed ad Aprile, se Dio vuole e tutto va bene dovremmo essere a Roma per il battesimo della piccola con Papa Francesco. Spero che la nostra vicenda dia testimonianza e speranza a tutti coloro che attraversano un momento brutto della vita.

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