Cronaca

Il PERSONAGGIO Paolo Ballerani, lo scultore perugino che lavora per Prada e Armani

Un artista che viene da lontano. Un vero perugino che si è distinto ad altissimi livelli, portando ovunque lo stigma un po' scontroso della città del Grifo, unito a una grandissima creatività

Un artista che viene da lontano. Un vero perugino che si è distinto ad altissimi livelli, portando ovunque lo stigma un po’ scontroso della città del Grifo, unito a una grandissima creatività. Paolo Ballerani inizia con un percorso di formazione ortodosso: Liceo Artistico “Bernardino di Betto”, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia con laurea in scultura, cui fa seguito, coerentemente, l’insegnamento di “discipline plastiche “.

Ma la docenza non lo appaga e si apre a più vasti orizzonti, fondando il  “Centro Umbria Arte”,  una delle prime agenzie pubblicitarie in Umbria. L’esperienza seguente, cui arride un successo straordinario, è la creazione della “Totem”, azienda leader nel campo degli allestimenti. Ballerani  opera alle più grandi fiere nazionali e internazionali, per aziende come Armani e Prada. Ma è anche apprezzatissimo installatore di mostre d’arte. Tra le operazioni, per così dire, di carattere “commerciale”, ha realizzato – tanto per rimanere a casa nostra – la grande copertura dei restauri dell’Arco etrusco.

Ballerani ha da sempre ha amato la scultura, anche perché, figlio di uno  sbozzatore di pietra,  ha  appreso fin da bambino l’arte di lavorarla, con speciale predilezione per opere  in marmo e travertino. Da qualche anno a questa parte, oltre al lavoro per la sua grande azienda, segue questa passione che lo porta ad esplorare e sperimentare le potenzialità espressive dei nuovi materiali, più leggeri e adatti al suo temperamento di artista. Un materiale che predilige è lo styrol, che lavora con rapidità esecutiva per dare forma ai suoi pensieri. Dopo di che, interviene con resine, colori e materiale  per il consolidamento dell’opera che può addirittura albergare in esterni, senza timore di modificazioni.

Un modo, questo, per superare quelle inerzie e quelle rigidità che appartengono più alla tradizione aulica e classica che non ad una società in rapidissima trasformazione. Del resto, a consolidare la sua capacità artistica contribuisce  non solo la nutrita esperienza di insegnante d’arte, maturata in passato, ma anche la spiccata professionalità di progettista designer, sviluppata durante tua la sua attività lavorativa attuale. Ballerani opera sulla forma, sulle sembianze, sulla convergenza e sulla divergenza delle linee, sulla sfacciataggine delle spigolosità, sull’esuberanza delle fattezze, sull’impudicizia dei volumi, sulla corposità delle presenze plastiche. Domenica scorsa, durante la kermesse del cioccolato, si è cimentato nella realizzazione di una splendida scultura. Le sue opere ottengono un consenso trasversale alle categorie di utenti e alle valutazioni di parte: cavalli bizzarri, impetuosi, forti, impennati. Ma anche docili, mansueti, sempre con la criniera distesa come un manto regale avvolgente e affascinante, come un alone di luce nella confusa scacchiera della umana esistenza.

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