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Ospedale di Pantalla, muore dopo operazione alle emorroidi: inchiesta interna bloccata, dubbi sulla tecnica di intervento

Sono passati 17 giorni dalla morte di un paziente, un trentenne umbro, dopo essere stato operato all'ospedale di Pantalla per emorroidi. La discussione finisce in consiglio regionale. Il resoconto dell'assessore alla sanità

Sono passati 17 giorni dalla morte di un paziente, un trentenne umbro, dopo essere stato operato all'ospedale di Pantalla per emorroidi. Un intervento chirurgico di routine e che viene effettuato da molti umbri, tutti i giorni. La morte ha provocato un choc in tutta la comunità regionale anche perchè è oggettivamente difficile accettare di morire per un intervento a basso rischio come questo. Sono passati 17 giorni e non si hanno elementi per conoscere cosa sia realmente successo, cosa possa essere andato storto o se ci sono stati degli errori umani. La magistratura sta indagando studiando la documentazione clinica e quella relativa all'autopsia. Ma della tanto annunciata inchiesta interna all'Ospedale di Pantalla cosa ne è stato? La domanda è stata girata dal consigliere regionale De Vincenzi all'assessore alla sanità Barberini durante il question-time di oggi in Consiglio regionale.

"La Asl 1 e il presidio di Pantalla - ha spiegato l'assessore - non hanno ad oggi alcun ulteriore elemento che possa essere riferito in Aula perché sono in corso le indagini della magistratura. Indagini che sono state aperte pochi giorni dopo il dramma. Questo determina l'interruzione di qualsiasi altra attività di indagine interna. Non abbiamo ancora alcun esito per quest'indagine. Per quanto riguarda l'interrogazione a risposta scritta citata dal consigliere, ricordo che le politiche di programmazione regionale non indicano ai professionisti la tecnica che deve essere adottata. Per questi tipo di interventi le tecniche sono tre, ma la scelta su quale usare è fatta esclusivamente dal professionista e non dalla politica. Noi non attribuiamo risorse sanitarie in base al tipo di tecnica chirurgica che viene adottata”.

Per De Vincenzi è ncessario continuare ad indagare da vicino sull'accaduto senza fare sconti: "Ci auguriamo che si faccia tutto il possibile per far luce sul tragico episodio. A noi risulta che la tecnica Longo è molto più sicura delle altre, e ci risulta che siano stati ridotti i fondi per questo tipo di intervento. C'è un problema di programmazione della Giunta in termini economici. Chiediamo di approfondire questo aspetto e di mettere a disposizione degli umbri le tecniche migliori”.

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