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Palpeggiatore seriale, in aula la vittima che l'ha visto in faccia: "Era lui, lo riconoscerei ovunque"

La difesa dell'imputato punta sulle contraddizioni: "Ha detto che indossava un grembiule, ma nel video non si vede". La vittima replica: "Mi ricordo bene il suo viso, però". L'uomo è accusato di 42 aggressioni sessuali

“Sì, era lui, l’ho visto bene in faccia dopo che mi ha aggredito e palpeggiato mentre camminavo a San Francesco al Prato”.

Sicura di sé, decisa nel rispondere alle domande del pubblico ministero e altrettanto capace di tenere testa all’avvocato che difende il presunto aggressore. Anche quando le immagini della videosorveglianza sembrano smentire la prima deposizione, la vittima, una ragazza polacca, risponde decisa: “Mi era sembrato che indossasse un grembiule da panettiere, vedo nel video che non lo portava, invece, ma l’ho visto in faccia e lo riconoscerei ovunque”.

La ragazza è la testimone chiave nel processo a carico di un 50enne accusato di violenza sessuale nei confronti di almeno 42 donne, aggredite e palpeggiate mentre camminavano per strada, nel centro storico di Perugia tra il 2012 e il 2014. L’uomo è difeso dall’avvocato Arturo Bonsignore.

L’uomo, secondo i racconti delle vittime fatte davanti alle forze dell’ordine e ripetuti in aula, si sarebbe avvicinato alle spalle per poi toccarle in varie parti del corpo e scappare. Dalle denunce presentate il presunto colpevole avrebbe indossato un k-way azzurro e si sarebbe destreggiato tra i vicoli di Perugia e del centro storico nelle prime ore della mattina, quando ancora non c’è luce piena e le strade sono deserte.

La ragazza polacca che ha testimoniato oggi è l’unica, dopo l’aggressione alle spalle, ad aver visto l’uomo in volto, descrivendone l’età, il colore dei capelli, la maglietta indossata, il cappello calcato sulla testa. L’unica difformità, sulla quale la difesa ha insistito molto, è proprio quel grembiule da panettiere (l’imputato fa il pasticcere e avrebbe approfittato del giro di consegne mattutino per aggredire le donne, sostiene l’accusa rappresentata dal sostituto procuratore Gemma Miliani). Nel filmato delle telecamere di sicurezza, infatti, si vede l’aggressione, ma anche distintamente che il palpeggiatore non indossa alcun grembiule. La difesa, all'esito dell'audizione, ha chiesto l'invio degli atti in Procura per dichiarazioni mendaci in quanto lantestimone avrebbe omesso di confermare di aver detto ad un amico, primo indagato come palleggiatore seriale e poi prosciolto, che il suo volto era tra le foto sottoposte al riconoscimento dopo l'aggressione. Il collegio si è riservato.

Le parti civili sono assistite dagli avvocati Laura Modena, Ermes Farinazzo e Roberto Fiorucci.

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