Per le radici, per una Perugia nuova e orgogliosa: il Palio abbia inizio, sia la festa di tutti!!!

Da questa mattina il sogno è diventato realtà: Perugia riscopre le sue radici e ritorna ad essere la capitale dell'Umbria mettendo in mostra costumi d'epoca, taverne, mercatini e si trasforma in vetrina per le altre rievocazioni storiche dell'Umbria... Benvenuti al Palio, prima edizione

Un sogno che viene da lontano: era il 1986 quando per la prima volta, l'associazione Akropolis, propose di mettere in campo una rievocazione storica per riscoprire gli antichi giochi di Perugia e ridare lustro ai Rioni della città. Non se ne fece nulla perchè c'era la convinzione che fosse troppo provinciale per una città che voleva essere avanguardia e che mirava ad un genere di cultura definito alto e non certo nazionalpopolare. Ma i sostenitori del Palio di Perugia non hanno mai gettato la spugna: quattro anni fa il consiglio comunale, guidato dal centrosinistra, approvò un ordine del giorno per studiare la fattibilità della rievocazione storica ribattezzata "Il Palio del Grifo e del Leone". Tre mesi, era estate, conquistò le pagine dei giornali tra favorevoli e contrari ma poi venne affossato dall'assessorato alla cultura, dalla sinistra Pd e dagli uffici. "Roba da città di provincia". Altra bocciatura e altri soldi spesi per altre iniziative più vicine a certi ambienti e a certi modi di sentire la cosa pubblica. 

Ma in verità quei tre mesi di prime pagine avevano gettato per la prima volta delle basi solide nei cuori di molti perugini. E in più i tempi stavano cambiando: Perugia era diventata per tutti la città della droga, la politica di centrosinistra per la prima volta era stata messa in discussione, il sindaco Boccali non era più un punto di riferimento per gran parte della città come lo erano stati i sindaci comunisti e socialisti del passato. Nascevano associazioni per rivitalizzare il centro storico, nasceva il desiderio di riprendersi la città - contro i clan dello spaccio allora dominanti in centro storico -, di fare qualcosa, di riempire i vuoti. Come dimenticare il lavoro sociale svolto da un'associazione come Perugia non è la città della droga, con le sue tavolate in centro storico. Come dimenticare Borgo Bello con le sue mille iniziative e i primi vagiti di una rievocazione storica con tanto di figuranti, mercato medievale e arcieri storici. Uguale accadeva a Corso Garibaldi, Corso Bersaglieri. Voglia di riscatto. 

Poi due anni fa vinceva al ballottaggio una strana giunta (centrodestra più civici) con un giovin sindaco liberale, Andrea Romizi, e a quel punto la voglia di Palio - voglia di radici - è cresciuta sempre di più. Come sono cresciuti gli sforzi per la sicurezza, per una concenzione diversa del marketing cittadino, di una cultura diversa e che intercettasse flussi costanti di turisti. In due anni il Palio è stato pensato, finanziato, realizzato ed apprezzato da molti cittadini che stanno dando vita oggi e domani ad una prima edizione che sarà difficile, probabilmente con molte lacune, ma che di fatto apre un ciclo nuovo per i perugini, tutti i perugini. Mille figuranti in costume d'epoca sono la vetrina per le tante altre rievocazioni storiche dell'Umbria. Perugia ritorna ad essere capitale dell'Umbria, torna ad aiutare i piccoli borghi e guarda verso Europa più e meglio di prima. 

Insomma, al di là delle polemiche legittime, non si tornerà indietro e solo il maltempo potrà guastare questo clima di festa. In caso di pioggia si pensa ad un rinvio oppure ad un posticipo di orario tempo permettendo. Comunque è meglio pensare positivo: oggi i primi due giochi (il lancio del giavellotto e la Torre), le taverne aperte, il lancio della sfida dei Rioni, il mercatino medievale, l'accampamento.... e altro ancora. Vale la pena vivere questo sabato, sperando che domenica si possa assistere alla terza gara - la staffetta storica - e ad un corteo con mille figuranti e le delegazioni da tutta la Regione per rendere onore al grande Braccio (non un nemico di Perugia, ma un perugino doc). Buon Palio a tutti. Viva Perugia!!!

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