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Palio di Perugia, ecco le date della prossima edizione: "Braccio ci direbbe grazie"

L'assessore Severini: "Il successo di Perugia 1416 è sotto gli occhi di tutti". Romizi: "Grazie per le emozioni di quest'anno, ma continuiamo a lavorare per preparare al meglio la prossima"

“I risultati ottenuti da Perugia 1416 sono stati la dimostrazione di quanto fosse valido il progetto e di quanta partecipazione ci sia stata, come conferma la presenza in massa dei membri del rione vincitore”. Parole dell’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Teresa Severini, che stila il bilancio della prima edizione del Palio di Perugia. “La cosa più bella – ha proseguito l’assessore – è stata certamente la sinergia che si è creata dal basso, coniugandosi con il grande impegno dell’organizzazione centrale, che ha lavorato per due anni su questo impegnativo progetto”.

E ancora: “Grazie in primis al sindaco per aver creduto da subito nell’iniziativa, ma anche a tutte le componenti che l’hanno resa possibile: protezione civile, uffici comunali, forze dell’ordine e tutti coloro che in diverso modo hanno contributo alla riuscita della manifestazione, destinata in futuro a crescere ancora. Il grazie più grande, va ai rioni per l’enorme impegno profuso in questa avventura; sono proprio loro che hanno dimostrato una straordinaria forza interna che dimostra come l’idea di valorizzare la città, coniugando centro storico e periferie, sia stata vincente. L’auspicio, ora, è che i comitati dei Rioni possano costituiti in forma giuridica sì da interagire più facilmente con l’associazione Perugia 1416”.

Insomma, secondo la Severini “il successo dell’evento è sotto gli occhi di tutti: in città e nel web non si parla d’altro, ma anche albergatori e ristoratori hanno avuto risultati pregevoli in un periodo di solito difficile in termini di presenze turistiche. Tanti – ha segnalato l’assessore – sono stati gli obiettivi già raggiunti dalla prima edizione”.

Qualche esempio? Ci pensa l’assessore a stilare l’elenco: “In primis si è trattato di una festa finalmente partecipata e maturata “dal basso” contrariamente alle critiche iniziali. Insomma La prima vera “partecipazione”. Ed ancora Perugia 1416 ha saldato le grandi e piccole periferie con il loro associazionismo locale alla città, mettendo fine all'antagonismo sovrano in passato Ha spinto, inoltre, a studiare la storia civica e i monumenti, attivando tra i rioni una competizione ulteriore volta a prendersi cura dei propri monumenti, migliorando il decoro di vie, piazze, ecc. L’evento, inoltre, ha fatto riscoprire il gusto del 'bello' individuale a una città che ormai vestiva solo nel modo più sciatto e trascurato e sconosceva il bello. I costumi sono un tacito concorso di bellezza; e poi ha fatto scoprire il gusto di lavorare tutti e gratis per il successo comune. Mai visto qui prima, se non nel volontariato”.

La Severini è un fiume in piena: “I benefici non finiscono qui, perché Perugia 1416 ha fatto sorridere una città che non sapeva più farlo da decenni, pur costando ben poco rispetto alle spese folli del passato. Insomma l’aver lavorato fianco a fianco per tutti questi mesi ha cementato una unione importante, che era, alla fin fine, lo scopo principale di questa avventura. L'organizzazione – ha segnalato Severini - è stata ottima a conferma che può avvenire anche qui che le cose funzionino. Ne è un esempio quanto accaduto dopo il nubifragio di domenica 12: nonostante ciò, tutti si sono rimboccati le maniche per un ulteriore sforzo e gli stessi rioni si sono ricompattati fino anche ad aumentare di numero. Un altro grande risultato è poi la riscoperta dei Rioni, non solo limitatamente al centro storico, ma per tutta la loro estensione, che non è poca, visto che il Comune di Perugia è uno dei più grandi d’Italia. Prova ne sia la partecipazione e la collaborazione importante di realtà provenienti da ogni angolo di Perugia”.

Da non dimenticare, secondo l’assessore, “che Perugia 1416 ha consentito di dar spunto per l’apertura di nuove manifatture ed ha permesso di instaurare rapporti stretti con le delegazioni delle rievocazioni delle città ospiti, ottima occasione di dialogo, di sinergia, collaborazione, ma anche di promozione reciproca. Non a caso rappresentanze di Perugia parteciperanno ora a rievocazioni in altre città ed agli stati generali delle rievocazioni”. “Penso che Braccio Fortebracci, se potesse farlo, oggi ci direbbe grazie. Perché studiando il contesto storico in cui egli ha operato, siamo usciti dall’idea di additarlo come un personaggio sanguinario e violento. Al contrario, come accaduto nel suo tempo, una volta ristabilita la pace in città, sappiamo che a Perugia anche grazie a Braccio fiorirono le arti, la cultura, la serenità”. Su questo tema si continuerà a lavorare per approfondire ulteriormente la storia della città coinvolgendo sempre più le scuole di tutti i gradi grazie ai contatti già avviati con l’ufficio scolastico regionale. Proprio alle scuole, peraltro, è rivolto il concorso letterario “Il quasi re”, nuovi racconti del quattrocento, dedicato all’indimenticata figura di Marco Rufini. Chiuso il resoconto del 2016, si pensa già al 2017.

L’assessore ha annunciato che la prossima edizione andrà in scena da venerdì 9 a domenica 11 giugno, ma con eventi “spalmati” nell’ambito di tutta la settimana precedente. L’edizione 2017 sarà in parte dedicata agli studenti stranieri, grazie ad una sinergia in atto con l’Università per Stranieri, con l’obiettivo di potenziare la socializzazione e la promozione turistica. Intanto da luglio via alle nuove conferenze, il cui programma è in fase di allestimento. Ancora la Severini: “Il Cardinale Bassetti – nel corso della manifestazione – ha voluto ringraziare Braccio (alias Alexio Bachiorri, oggi presente alla conferenza) per aver ricompattato i giovani della città. Questo commento più di ogni altro mette fine ad ogni polemica. Per questo mi sento di dire grazie a Perugia per aver reso possibile questa grande festa della città”.

E ancora. Il Palio di Perugia, secondo il sindaco Romizi, è stata “una vera e propria sfida vinta grazie al lavoro di tutti ed alla collaborazione diffusa in seno ai rioni, veri protagonisti dell’evento. Di Perugia 1416 rimarranno tante cose, ma prima di tutte l’amicizia sincera che si è creata tra i cittadini e tra quartieri in precedenza lontani tra loro. L’essere riusciti a ricucire il territorio ed a creare una coesione, destinata a durare tutto l’anno, è stato un successo. Ora dobbiamo essere in grado di portare avanti questo percorso, creando eventi e momenti di aggregazione”. Il sindaco si è detto molto soddisfatto ed emozionato di fronte ad una manifestazione di popolo che ha incluso persone con provenienze geografiche, culturali ed anagrafiche diverse, tutte riunite per il bene collettivo. Romizi ha voluto rivolgere i più sinceri complimenti al rione vincitore Porta Santa Susanna “che ha meritato il primo posto perché ha saputo creare più di tutti questo rapporto di coesione, presentandosi alla città in maniera meravigliosa”. Ma i complimenti vanno estesi anche a tutti gli altri rioni per il grande lavoro svolto. Romizi ha ricordato che, al di là dell’assegnazione del palio, tra gli obiettivi del progetto vi era anche quello di creare una sana competizione tra rioni al fine di indurli a migliorare i propri quartieri, così da presentarli alla città ed ai turisti “col vestito buono”. Infine il sindaco non ha dimenticato di evidenziare che Perugia 1416 è una manifestazione che, a suo modo, si lega indissolubilmente alla campagna Art. bonus, recentemente presentata dal Primo cittadino nell’auditorium di San Francesco al Prato. Proprio per questo al rione vincitore verrà assegnata, come promesso, una somma di denaro che sarà destinata al restauro di un bene identificativo del quartiere. “Insomma, grazie per le emozioni di quest’anno, ma continuiamo a lavorare per preparare al meglio la prossima che dovrà essere ancora più bella e di maggior impatto”.

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