Perugia 1416, la scommessa è vinta. Severini: "Il Palio unisce e non divide la città: pienone in centro"

Il bilancio dell'edizione 2017 in Comune. Cosa è andato bene, cosa c'è da correggere per il futuro prossimo. Il regista Rodolfo Mantovani verso la riconferma per le novità rimandate al 2018

Felici e contenti. Se fosse una favola, il Palio di Perugia, sarebbero queste le parole giuste per chiudere il secondo capitolo di una storia che sta velocemente appassionando tanti cittadini di tutte le età e di tutte le parti della città. Ovviamente non mancano le critiche libere alla rievocazione o ai soliti battitori liberi sul web che politicizzano una rievocazione storica. E chi come sempre si lamenta per il troppo caos in centro che non gli permette un tranquillo rientro in auto nel suo amato orticello. Ma si sa: la città è di tutti. 

Felici e contenti. Dicevamo. Anzi lo dice l'assessore Teresa Severini: "Sono ancora oggi emozionata. E' stato un ulteriore passo in avanti verso un progetto che vuole unire la città e non dividerla. Non toglie a nessuno niente ma si va ad aggiungere alle iniziative perugine. Infatti la scelta di posizionare il Palio a giugno è dettato dal fatto che gli operatori commerciali, i ristoratori e gli albergatori ci avevano fatto presente che era un periodo morto, vuoto e che quindi bisognava fare qualcosa". 

Mentre gran parte della stampa, nel giorno del bilancio dell'evento, chiede lumi sui numeri (c'è chi parla di 20mila presenze, chi 17 mila) che non possono essere ancora quantificati, Ma la crescita è evidente: "I cortei dei Rioni hanno superato tutti le 100 unità, per la prima volta le scenografie sono state realizzate quasi tutte dai rioni come i primi abiti. Tutti i rioni hanno aperto le prime Taverne: chi in proprio come Porta Eburnea chi invece appoggiandosi a ristoranti presenti. La partecipazione dei cittadini e turisti è stata nettamente superiore al primo anno: un Corso Vannucci pieno, lo stesso vale per la suggestiva entrata di Braccio di notte al Cassero. Tutto questo con poche risorse a disposizione ma speriamo in un futuro molto prossimo che sia l'Ente che i Rioni possono contare su risorse proprie derivanti dalle taverne, dalle iscrizioni e dal marketing". 

Felici e contenti. A tal punto che è stata già resa pubblica anche la data del prossimo anno  (8-9-10 giugno 2018). Molto bravo, ed è la sorpresa, il regista Rodolfo Mantovani che quantifica la crescita della festa parlando dell'impegno unico profuso dai volontari dei cortei: "Tutti i rioni hanno fatto le prove, con le giuste distanze e l'atteggiamento da tenere, in vista del corteo della domenica. Mi sono limitato a dare qualche consiglio il resto è tutta farina del loro sacco. Addirittura San Pietro ha fatto le prove in costume. Fondamentale è stato il connubio dei musicisti (dal vivo eseguite opere del '400) e i banditori dei rioni che presentavano le singole sfilate... uno spettacolo unico che non è nato per caso ma dopo prove eseguite durante le settimane precedenti al Palio. Uno scenario che nasce a Perugia dopo solo due edizioni". 

Felici e contenti. Per l'organizzazione. Una macchina ben oliata che ha disegnato i percorsi in tempo ed ha arginato tutti i pericoli per un grande evento. Il prossimo anno si punta a ridurre i tempi morti durante il corteo storico e per la gara della Torre, una delle più belle, continuando però la sfida dove tutti incontrano tutti per non falsare il risultato finale. 

Sulle risorse spese l'assessore ha confermato il budget di sempre arrabbiandosi con chi invece da cifre "non vere" con il chiaro obiettivo di dividere la città sul Palio: "Ma dopo tre giorni così si dovrebbe parlare e scrivere del clima di entusiamo che si respirava, della bellezza dei cortei, dei tanti giovani presenti e di una competizione sana che mai è sfociata in polemiche o contenziosi". Che il Palio è gioia lo ha ribadito la stessa Severini ammettendo quale è stato il momento più bello: "Vedere, una volta assegnato il drapo al vincitore, i tanti esponenti dei Rioni festeggiare fino a tardi tutti insieme. Lo ripeto fino allo sfinimento: il Palio unisce e non divide". 

Sulle risorse assegnate dal Comune per il Palio, l'assessore Severini ha tirato fuori anche gli artigli sparando contro l'opposizione: "I soldi vengono utilizzati per un progetto culturale e di coesione sociale destinato a ramificarsi... prima, con la vecchia amministrazione, molti denari venivano dati per le solite consulenze". 

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