Cronaca Spoleto

Padre rifiuta il test del dna, ma per i giudici bastano foto e lettere d'amore per il riconoscimento

A favore del figlio che ha presentato l'azione civile anche le testimonianze di parenti e amici

“Tu sei mio padre”, lo attestano una lettera della madre, una fotografia e le testimonianze di parenti e amici. E su questa base i giudici del Tribunale civile di Spoleto hanno riconosciuto che “la paternità può essere provata con ogni mezzo anche mediante presunzioni essendo quasi impossibile fornire la diretta dimostrazione di un fatto intimo come il concepimento avvenuto ad opera del preteso padre”.

I magistrati hanno accolto la domanda di un figlio che chiedeva il riconoscimento della paternità di un uomo “traendo quale elemento di prova di quest’ultima il rifiuto del primo di sottoporsi ai prelievi necessari per compiere l’indagine genetica, già di per sé sufficiente ai fini dell’accoglimento della domanda, nonché l’esistenza di altri elementi indiziari emergenti dall’istruzione della causa”.

Quali sarebbero questi elementi? Per i giudici vale come prova la lettera della madre della ragazza, spedita all’uomo e nella quale gli annuncia “l’imminente nascita del loro figlio”, ma anche “una fotografia risalente al periodo del concepimento dell’attore che ritrae la madre di questo ed il presunto padre abbracciati insieme”.

Per i giudici “anche la testimonianza di alcuni parenti dell’attore che avevano reso dichiarazioni collimanti tra loro ribadendo la relazione sentimentale tra il convenuto e la madre della parte attrice al tempo del concepimento” depongono a favore della richiesta di riconoscimento della paternità.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Padre rifiuta il test del dna, ma per i giudici bastano foto e lettere d'amore per il riconoscimento
PerugiaToday è in caricamento