I tamponi preventivi funzionano e sono fondamentali per la fase 2: scoperto asintomatico, isolati i suoi contatti

La strategia sta alla base della nuova fase di controllo messa in campo dalla Regione dell'Umbria

La strategia dei tamponi preventivi sui luoghi di lavoro, nei grandi centri di distruzione, a scuola e negli ospedali è l'unica in grado di garantire un argine al Covid per dare vita ad una graduale ripresa o per dirla con le parole del Premier Conte, una convivenza con il virus. La caccia agli asintomatici è fondamentale per evitare anche in Umbria, dove i contagi si contano sulle dita di una mano, una seconda ondata di contagio importante. La strategia funziona e dovrebbe essere al centro di tutto il lavoro della task-force nazionale.

Un esempio concreto: un cittadino di Magione, senza nessun sintomo e non censito come persona a rischio, ha scoperto di avere il Covid recandosi all'Ospedale di Perugia per un intervento di altra natura. Scrive il sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, nel suo bollettino medico: "Il secondo caso, reso noto nella giornata odierna, riguarda un paziente asintomatico, anche lui attualmente ricoverato, a cui è stato effettuato un tampone di controllo all’ingresso in ospedale dove si era recato per un intervento. I contatti sono stati esclusivamente con i proprio nucleo familiare i cui componenti sono in isolamento".

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La Regione Umbria non solo ha fatto scorta di test rapidi ma ha blindato le strutture pubbliche e soprattutto c'è l'accordo con sindacati e categorie per dei protocolli di sicurezza per le aziende in attività o che dovranno ripartire nei prossimi giorni:  formazione e dispositivi di protezione individuali per tutti; test sierologici al riavvio delle attività con verifica periodica quindicinale; misurazione quotidiana della temperatura all’inizio del lavoro; modalità organizzative che consentano il distanziamento personale durante le attività lavorative, all’entrata, negli spogliatoi e nelle mense o locali comuni; accordo sindacale aziendale e/o territoriale. Convivere, fino alla scoperta del vaccino, è possibile: basta fare scelte chiare e attuando gli strumenti medici a disposizione. 

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