Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Ospedale Perugia, paziente denuncia gastroenterologo dopo essere finito in Rianimazione: ipotesi farmaco sbagliato

La direzione: "Sono state attivate le procedure di valutazione interna finalizzate a monitorare la corretta gestione delle complesse procedure per questo tipo di attività sanitarie"

Una denuncia e una inchiesta interna scuotono l'Ospedale di Perugia in questi primi giorni di giugno. Tutto prende forma nel corso di un esame endoscopico del retto eseguito nel reparto Chirurgia generale e d'Urgenza su un paziente 50enne. Qualcosa sarebbe andato storto tanto che l'uomo subisce delle lesioni in seguito a complicanze emerse proprio durante l'esame di routine. Per arginare quelle lesioni, secondo il denunciante, è stato necessario l'intervento dell'anestesista e il successivo trasferimento presso il reparto di rianimazione" dove è rimasto per alcuni giorni, in seguito ai quali gli viene diagnosticata una polmonite ab ingestis, con resti di cibo nei polmoni. 

Un fatto molto grave, tanto che l’uomo avrebbe rischiato la vita. Da qui la denuncia contro un gastroenterologo dell'Ospedale di Perugia. Sempre secondo la denuncia per effettuare l'esame gli sarebbero stati somministrati Propofol e Midazolam, "ovvero farmaci appartenenti alla categoria dei medicinali ipnotici, da usarsi in queste circostanze in cui è richiesta la sedazione, non l'anestesia generale". Ciò sarebbe avvenuto senza che l’uomo avesse prestato il suo consenso informato, come invece dovrebbe esser da procedura. 
 
IL FARMACO SBAGLIATO
 
Riguardo all’uso del propofol in assenza di anestesisti e alla sedazione in generale, le Società Anestesiologiche hanno sempre ribadito la caratteristica del propofol di indurre livelli di sedazione profonda tali da inficiare la protezione delle vie aeree, con conseguente necessità di raggiungere livelli avanzati di competenza rianimatoria. Inoltre - sempre come si legge nella denuncia - secondo le indicazioni della U.S. Food and Drug Administration (FDA), il propofol andrebbe somministrato “solo da persone addestrate a praticare l’anestesia generale” e l’uso da parte del non Anestesista dovrebbe essere considerata “off label” (Per off-label si intende l'impiego nella pratica clinica di farmaci somministrati al di fuori delle condizioni autorizzate dagli enti predisposti per patologia, popolazione o posologia)". 

E ancora sempre secondo la letteratura medica: "In un’analisi sul tema dell’endoscopia digestiva (Axon EA. The use of propofol by gastroenterologist: medicolegal issues. Digestion 2010; 82:110-12), si sottolinea come non sia tanto importante la somministrazione del propofol “off label”, quanto che chi ne è responsabile sia stato addestrato per farlo e abbia selezionato adeguatamente il paziente, seguendo protocolli provati e sicuri e ottenendo dal paziente stesso specifico consenso riguardo il regime di sedazione impiegato illustrando rischi, benefici ed eventuali alternative". 

Nella denuncia dunque si evidenzia una probabile  correlazione tra la somministrazione di Propofol e la condizione del paziente, alla luce anche del fatto che, inoltre, non si è stato riportato sulla cartella clinica il dosaggio somministrato. La vicenda rimanda alla mente alcuni casi che in passato fecero notizia. Il protagonista è sempre il Propofol, il medicinale ipnotico che, a seconda dei dosaggi, può avere determinati effetto. In particolare il caso Carlo Mosca di Montichiari: i fatti risalgono alla primavera dell'anno scorso, in pieno lockdown. Secondo l'accusa, il dottor Carlo Mosca, nella sua veste di Primario dell'ospedale di Montichiari (Brescia), somministrò il Propofol e una serie di altri farmaci ad effetto anestetico, causando la morte di due pazienti. Il processo è ancora in corso. 

L'INCHIESTA INTERNA 

La denuncia del 50enne è stata presa in considerazione molto seriamente tanto è vero che l'azienda ospedaliera ha promosso una ispezione interna: "sono state attivate le procedure di valutazione interna finalizzate a monitorare la corretta gestione delle complesse procedure per questo tipo di attività sanitarie. Obiettivi dell'azienda sono sempre la corretta gestione e la massima sicurezza del paziente. Per quanto riguarda l’evento accaduto è doveroso mantenere il riserbo delle indagini".

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