Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Ospedale di Perugia, l'appalto per le pulizie diventa terreno di scontro. Ricorsi al Tar, prime sentenze e maxi gara annullata

Fuori dalla gestione il colosso perugino Associati Servizi dopo anni di lavoro, entrano i romani di "la Cascina Global Service". Una situazione che rischia di essere esplosiva

Che succede all'Ospedale di Perugia? La domanda incomincia velocemente a prendere forma e consistenza. Ma stavolta non c'entra nulla la qualità dei servizi offerti ai tanti pazienti umbri e di fuori regione. Siamo più nel tecnico, ovvero nel settore appalti. Uno in particolare: quello dei servizi di pulizia e igienizzazione, che mai come in questo periodo di post-pandemia sono cruciali. Un appalto certamente tribolato: ricorsi al Tar, contratti ponte, personale non completamente assorbito, le prime sentenze, malumore dei sindacati, un ulteriore preocedimento amministrativo previsto per settembre. Ma radio Corso Vannucci parla anche di imminenti e altre battaglie legali. Ma al momento sono chiacchiere. Atteniamoci ai fatti.

Ecco dunque la domanda che si fa sempre più forte: che succede all'Ospedale di Perugia a riguardo dell'appalto per il servizio di igiene e pulizia? Certamente sarà tutto perfetto, tutto regolare ma tutti questi ricorsi e forti mugugni meritano una risposta o un chiarimento... uno straccio di nota, una normalissima presa di posizione. Tutto questo a fronte dell'annullamento da parte di Umbria Salute  della maxi gara da oltre 50milioni di euro per pulire una parte delle strutture ospedaliere umbre. Alla gara erano state ammesse ben 27 ditte (nel 2019) poi però qualcosa si è inceppato, tutto si è rallentato (solo per via del Covid ?) e da qui la decisione senza neanche una nota stampa (non era doverosa... ma per molto meno di comunicati se ne fanno tanti). Quali e quanti sono i motivi così gravi per congelarla?

Se la gara è finita nelle sabbie mobili, i primi passaggi verso la piattaforma di Consip per cercare un' offerta vantaggiosa e altra sono stati invece veloci (maggio scorso). Insomma tanti passaggi legittimi ma che necessitano di risposte ai cittadini e a quelle aziende rimaste fuori. Tra queste una delle cooperative più grandi dell'Umbria - oltre 1200 dipendenti - La Servizi Associati, gestrice dell'appalto in questione fino a pochi giorni fa, il cui personale dovrebbe essere già passato - come prevede la procedura - tutto alla nuova società appaltante: la romana "La Cascina Global service" che per via di questa situazione un po' complessa sta gestendo i servizi con un contratto ponte, quindi a scadenza.

Tutto il personale è stato già assorbito? Altra domanda. Anche perchè dai sindacati di categoria per vie ufficiose emerge più di qualche preoccupazione a riguardo. Magari è solo questione di giorni. Magari pure no. In teoria sono 150 gli uomini e le donne che devono passare dalla società perugina a quella romana. E' rimasto al momento fuori qualcuno? Altra domanda che con rispetto poniamo. A complicare il tutto ci sono due sentenze del Tar: la prima aveva avallato la sospensiva sul servizio richiesta da Servizi Associati, ma mai applicata (perchè?); ecco dunque il secondo procedimento per far rispettare il primo ma che - la notizia è di oggi - ha respinto il nuovo ricorso sulla mancata applicazione della sospensiva da parte dell'azienda ospedaliera (si aspettava questa decisione del collegio?). Il tutto dunque si complica terribilmente. Poi c'è l'udienza del 28 settembre per entrare nel merito della vicenda da parte di Consorzio nazionale dei servizi. Ora si spera che questa situazione, complessa, non incida sulla qualità del servizio e soprattutto sia veramente così conveniente come in passato. Quanto si risparmia con il cambio di gestione quando saremo a regime? Ultima domanda. Ma qui ci dovrebbero venire in aiuto le carte alla voce trasparenza amministrativa. Il nostro compito è quello di domandare e di studiare le carte (senza accusare nessuno).

Come abbiamo fatto con la nuova società che opera da noi la Cascina Global service che formalmente ha tutte le carte in regola dal 2016 per poter di nuovo partecipare agli appalti pubblici dopo il periodo di commissariamento nell'ambito dell'inchiesta mafia capitale deciso dal Prefetto Gabrielli: "il 26 luglio u.s. la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma - si legge nel comunicato diramato dal gruppo in questione - ha notificato alle società del Gruppo la Cascina la revoca della misura dell’amministrazione giudiziaria disposta con decreti del 27-30 luglio del 2015. Nei dodici mesi di lavoro l’amministrazione giudiziaria – composta da Claudia Capuano, Davide Franco e Paolo Lupi, nominati da Guglielmo Muntoni in qualità di Giudice Delegato – hanno esaminato documenti, bilanci e commesse delle società destinatarie dei provvedimenti giudiziari. Nel corso dell’attività è stata altresì disposta una due diligence amministrativo-contabile sulle società al fine di accertarne la regolarità amministrativa e la trasparenza gestionale. L’incarico, terminato il 31 maggio, è stato affidato alla Ernst & Young. Alla conclusione del periodo di verifica è stata apprezzata la qualificata professionalità e disponibilità delle attuali figure apicali delle società. (...) Le società del Gruppo La Cascina continuano quindi, senza soluzione di continuità, a partecipare alle gare bandite dalla pubblica amministrazione e dagli enti privati, assicurando il corretto e regolare svolgimento dei propri servizi con la professionalità e l’esperienza maturata in quasi 40 anni di attività". Quindi il passato è passato, tutto formalmente sistemato.  Ora concentriamoci sul futuro del più importante nosocomio dell'Umbria che ne ha passate tante, troppe (vedi sanitopoli e i processi ancora in corso) e merita rispetto per il primo fino all'ultimo dei suoi dipendenti.
 


 

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