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LA DENUNCIA "Nostro zio dall'Ospedale rimandato a casa nostra ancora positivo e con indice di contagiosità 29"

Abbiamo raccolto e verificato la storia di una famiglia che ha scoperto il giorno dopo le reali condizioni di salute dell'anziano zio, accolto a casa perchè solo, e che ora teme per la propria e la salute degli altri. La regione deve essere informata di tutto questo!

Riceviamo e pubblichiamo la mail di denuncia di una ragazza - Laura - che sta vivendo con la sua famiglia una situazione molto difficile e di grande preoccupazione dopo che si sono presi cura di un anziano zio, solo, per quello che doveva essere un recupero post-covid. Purtroppo però il paziente, si è scoperto una volta giunto a casa, è ancora positivo con alta carica virale. "Se qualcuno della mia famiglia me compresa si ammalasse gravemente chi ne paga le conseguenze?": afferma la ragazza.

Restiamo a disposizione dell'ospedale di Pantalla per eventuali spiegazioni o integrazioni a questa storia garantendo ovviamente l'anonimato a questa famiglia e al paziente in questione. Sta di fatto che la famiglia - fatta eccezione la moglie fuori per lavoro -  Laura e suo padre sono ora in quarantena, dovranno verificare i sintomi, il primo marzo hanno il tampone e comunque fino al 10 dovranno stare a casa. Lo zio purtroppo dovrà vivere ancora isolato, come in ospedale, in una parte dell'abitazione bene delineata. Una brutta storia che speriamo finisca con zero tamponi positivi e l'anziano guarito. Ma la domanda a questo punto è: caso isolato oppure no? 

Nicola Bossi - il direttore

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Buonasera vorrei segnalare l’incresciosa situazione verificatasi all’ospedale di Pantalla e che sicuramente non riguarderà solo la mia famiglia! Lo zio di mio padre, un anziano di 80 anni solo senza moglie e senza figli è stato ricoverato per COVID prima all’ospedale di Perugia ed in seguito a quello di Pantalla. Essendo stabile e non avendo più bisogno dell’ ossigeno volevano dimetterlo cosicché il 23 febbraio ci ha informato che sarebbe tornato a casa.

Il problema è che lui abitando da solo ed essendo stato immobile per molto tempo, ha difficoltà a camminare ed ha bisogno di assistenza domiciliare continua anche di notte. Mio padre, uno dei nipoti più stretti si è offerto di aiutarlo e gli ha offerto la sua, e di conseguenza nostra, ospitalità. L’ospedale di Pantalla ed il dottore che lo ha dimesso ha assicurato che mio zio non era in nessun modo contagioso poiché dopo 21 giorni di positività la carica virale diventa inattiva. 

Ieri in tarda serata lo hanno portato a casa nostra. Stamattina la sorpresa! La ASL telefona a mio padre dicendo che il tampone di mio zio risulta essere positivo e con indice di contagiosità 29, di conseguenza potremmo avere contratto il virus per la disinformazione data dai medici e da tutto l’ospedale che ci aveva rassicurato sul suo stato di salute mentendo per poterlo dimettere! 

Il mio medico di famiglia mi ha spiegato che hanno infranto il protocollo regionale che per via delle varianti è cambiato e che non  esclude più  la contagiosità del paziente passati i 21 giorni dalla positività! Non solo, il paziente può essere reintegrato in società SOLO ed esclusivamente se il tampone risulta essere negativo!  Ora mi chiedo chi paga per tutto questo ? Se è successo a noi a quanti altri? Se qualcuno della mia famiglia me compresa si ammalasse gravemente chi ne paga le conseguenze ? La regione deve essere informata di tutto questo! Poi ci si chiede perché l’umbria è piena di contagi?  Io vorrei che si sapesse quello che è successo perché non è giusto che per la negligenza di chi dovrebbe sapere ci rimettiamo tutti!
 

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