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La rabbia e l'orgoglio degli avvocati perugini: "No a stipendi faraonici per i vertici della nostra associazione"

Il Consiglio nazionale forense introduce il gettone di presenza per i consiglieri (650 euro) e un appannaggio tra i 50 e i 90mila euro. E tra le toghe italiane scoppia la protesta

di Umberto Maiorca

Il Consiglio nazionale forense introduce il gettone di presenza per i consiglieri (650 euro) e un appannaggio tra i 50 e i 90mila euro. E tra le toghe italiane scoppia la protesta. Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Perugia è tra i primi a sollevare il caso e a votare una delibera (del 26 febbraio) contraria a quanto stabilito dal Cnf l'11 dicembre del 2015.

Il regolamento varato dal Cnf prevede il pagamento di “gettoni di presenza” a favore dei consiglieri «in misura di 650 euro per ogni tipo di seduta oltre al rimborso spese per viaggi, vitto, pernottamento, nonché l'erogazione di gettoni forfettari e predeterminati nella misura di 90.000 euro per il presidente, 50.000 per il tesoriere e per i due vicepresidenti e, infine, 70.000 euro per il segretario». 

Una decisione che aveva subito «registrato forti e numerosi malumori da parte degli avvocati del foro di Perugia». Tanto che il Consiglio dell'Ordine aveva «preso visione del bilancio del Cnf per l'anno 2016» rilevando anche che con le spese «necessarie per l'iniziativa editoriale “Il Dubbio”» si arriverebbe ad un esborso superiore ai 2 milioni e mezzo di euro «nel contesto di una complessiva previsione di gestione che, allo stato, espone la perdita di 1.000.000 di euro». Da qui la decisione di «assumere una posizione formale sia alla luce delle richieste del presidente dell'Uica, Unione di cui questo Consiglio fa da tempo parte integrante, nonché per i numerosi solleciti ricevuti dagli iscritti». 

Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Perugia ribadisce «il principio che ogni carica istituzionale e rappresentativa della categoria forense a qualsiasi livello debba essere caratterizzata da volontariato, funzione onorifica e spirito di servizio con la sola previsione dell'impegno di spesa per rimborsi determinati dai costi vivi correlati alle cariche e alle funzioni» ed esprime «contrarietà all'introduzione di un sistema remunerativo stabile e predeterminato in favore dei componenti del Cnf, come inopportunamente previsto dal richiamato regolamento senza, peraltro, interlocuzioni con le assemblee degli Ordini». Tale richiesta è stata avanzata anche nella giornata di oggi, 3 marzo, dal 
presidente Gianluca Calvieri nel corso della seduta del Consiglio nazionale forense a Roma.

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