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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Città di Castello

Maxi operazione anti spaccio, fiumi di droga dal Marocco all'Italia: arrestati anche due umbri

Droga sull’asse Marocco-Italia e quattordici ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del tribunale di Genova per cessione e detenzione di sostanze stupefacenti. A finire ai domiciliari anche due umbri di 78 e 51 anni

Fiumi di droga sull’asse Marocco – Italia e quattordici ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del tribunale di Genova per cessione e detenzione di sostanze stupefacenti ed estorsione aggravata dall’uso delle armi. A finire agli arresti domiciliari, anche due umbri di 78 e 51 anni (uno di Città di Castello e l’altro di San Giustino) per l’acquisto di ingenti quantitativi di hashish in concorso con altri genovesi, ora in carcere. L’inchiesta “Barbablu” nata nel febbraio del 2018 e portata avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova - coordinati dal sostituto procuratore Federico Magnotti – ha permesso di ricostruire il ruolo degli indagati (tra cui i due umbri) e le trattive di acquisto per un giro d’affari di migliaia di euro. Tra dicembre 2018 e giugno dello scorso anno, i carabinieri hanno monitorato diversi incontri avvenuti tra i due uomini dell’Altotevere ed altri due genovesi dove, in almeno cinque occasioni, venivano consegnate delle buste in nylon probabilmente con il denaro necessario per l’acquisto dello stupefacente da parte degli umbri. Le stesse buste che saranno ritrovate nell’auto del 78enne di Città di Castello durante un controllo dei carabinieri nel giugno del 2019 con all’interno 80mila euro divisi in otto mazzette.

L’indagine prende le mosse da un’altra operazione (Pret a Porter) che aveva portato a galla l’esistenza di due gruppi criminali dediti all’importazione dal Marocco (via Spagna e Francia) di tonnellate di hashish e marijuana destinate a rifornire le piazze dello spaccio non solo di Genova, ma anche del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna, della Toscana, della Puglia, del Lazio e della Sicilia. L’indagine ha permesso, nel corso del tempo, di arrestare in flagranza venti persone e sequestrare quasi 99 chili di hashish e 21 grammi di cocaina. Non sarebbero mancati nemmeno episodi di minaccia con l’uso delle armi, come quello avvenuto ai danni di un genovese in contatto con uno degli indagati che, dopo essere stato avvicinato da uno sloveno (ora in carcere), è stato percosso e minacciato con una pistola per farsi consegnare i soldi e risarcire un debito di droga.

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