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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca Spello

Perde 4 dita mentre lavora in falegnameria, datore di lavoro sotto processo per lesioni e scarsa sicurezza sul lavoro

L'imputato è anche accusato di tentata estorsione per aver tentato di far passare l'infortunio come incidente domestico. L'Inail non riconosce l'infortunio del lavoratore, rimasto invalido,

Perde 4 dita sul lavoro, il datore finisce sotto processo per lesioni dolose, tentata estorsione per non far denunciare l'infortunio e per aver rimosso la sicurezza dal macchinario e dopo 4 anni e mezzo l'Inail non paga perché non è mai stato denunciato l’infortunio.

Il titolare di un’azienda di Spello, un 64enne difeso dall’avvocato Barbara Di Nicola, è finito sotto processo con l’accusa di non aver formato adeguatamente i lavoratori nell’utilizzo di macchinari pericolosi, di aver rimosso i meccanismi di sicurezza, di lesioni dolose ad un dipendente e tentata estorsione nei confronti del lavoratore rimasto ferito, intimando al lavoratore di “non dichiarare le vere dinamiche dell’infortunio, minacciandolo di non rinnovargli il contratto di lavoro e invitandolo a dichiarare che si era trattato di un incidente domestico”.

Il lavoratore, il 13 agosto del 2018, sarebbe rimasto vittima di un infortunio sul lavoro, consistito nella “amputazione parziale dell’apice II, III, IV e V dito della mano destra”, come conseguenza della “rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”. In particolare l’imputato avrebbe “rimosso alla sega circolare squadratrice” in uno nell’azienda, “per renderne più rapide le prestazioni, la cuffia superiore, il braccio bandiera e bloccato il carro di scorrimento”, in pratica avrebbe eliminato “tutti i dispositivi di sicurezza destinati a prevenire infortuni sul lavoro”. Contestato anche l’aver applicato un prodotto che aumentava la scivolosità dei prodotti di legno da lavorare.

Rinviato a giudizio nel 2020, il processo a carico dell’uomo è ancora in fase di udienza filtro, quella che serve per accogliere le richieste istruttorie, di deposito di prove e documenti, in quanto il giudice assegnatario aveva lasciato il Tribunale di Spoleto, con rinvio a nuova assegnazione. Cosa che è avvenuta oggi, con un rinvio a breve (il 3 febbraio prossimo).

Dopo l’infortunio del dipendente, l’imputato avrebbe anche tentato di “procurarsi un ingiusto profitto, consistito nella mancata rivalsa da parte dell’Inail per l’infortunio occorso al proprio dipendente”, procurando un danno anche al lavoratore “in relazione al differenziale” dello stipendio “calcolato nelle 180 giornate indennizzabili per malattia” in un anno. In un primo momento il dipendente era andato al Pronto soccorso dicendo di essersi fatto male a casa. Poi visti i dolori e la situazione medica grave, spinto dalla moglie e da un collega era partita la denuncia da parte del lavoratore, costituitosi parte civile con l’avvocato Francesco Gatti.

Per questo motivo l’Inail non ha riconosciuto l’infortunio e il diritto a pensione e risarcimento, con l’operaio che è rimasto invalido e attende da 4 anni e mezzo un po’ di giustizia, avendo riportato gravi lesioni a tutta la mano con inabilità parziale.

Per la Procura di Spoleto, infine, l’imputato avrebbe anche “omesso di provvedere a fornire un’adeguata formazione” ai cinque dipendenti addetti al macchinario “in riferimento al proprio posto di lavoro in materia di sicurezza e salute”.

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