Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Onde gravitazionali, così Perugia ha dato il suo contributo alla scoperta rivoluzionaria

Anche la ricerca italiana ha avuto un ruolo nella scoperta delle onde gravitazionali, che scrive una nuova pagina per la fisica

Anche la ricerca italiana ha avuto un ruolo nella scoperta delle onde gravitazionali, che scrive una nuova pagina per la fisica. L'Osservatorio Gravitazionale Europeo Ego è responsabile per il funzionamento e la gestione di Virgo, è un progetto nato dall'originale idea dell'italiano Adalberto Giazotto e del francese Alain Brillet, e la cui collaborazione scientifica oggi conta circa 250 fisici e ingegneri, di cui la metà dell'Infn, provenienti da 19 laboratori europei. L'Infn partecipa a Virgo con le proprie Sezioni presso le Università di Pisa, Firenze con il gruppo di ricerca di Urbino, Perugia, Genova, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Napoli, Padova, e i Centri Nazionali Tifpa di Trento e Gran Sasso Science Institute dell'Aquila.

L'osservazione - Le onde gravitazionali rivelate sono state prodotte nell’ultima frazione di secondo del processo di fusione di due buchi neri, di massa equivalente a circa 29 e 36 masse solari, in un unico buco nero ruotante più massiccio di circa 62 masse solari: le 3 masse solari mancanti al totale della somma equivalgono all’energia emessa durante il processo di fusione dei due buchi neri, sotto forma di onde gravitazionali. I due buchi neri, prima di fondersi, hanno spiraleggiato, per poi scontrarsi a una velocità di circa 150.000 km/s, la metà della velocità della luce. L’osservazione conferma anche l’esistenza di sistemi binari di ‘buchi neri di massa stellare’, in particolare aventi massa maggiore di 25 masse solari. Il processo di fusione dei due buchi neri responsabile delle onde gravitazionali rivelate è un evento accaduto a 410 megaparsec da noi, e risale quindi a quasi un miliardo e mezzo di anni fa, quando sulla Terra facevano la loro comparsa le prime cellule evolute in grado di utilizzare l’ossigeno.

"Questo successo è il coronamento di un'impresa scientifica da molti considerata al limite dell'impossibile, - sottolinea Gianluca Gemme, coordinatore nazionale Infn di Virgo - nella quale l'Italia ha costantemente mantenuto un ruolo di leadership a livello mondiale, grazie all'impegno dell'Infn, iniziato nei primi anni '70 del Novecento con le antenne risonanti e continuato dagli anni '90 con l'interferometro Virgo, che oggi è uno dei tre strumenti più avanzati al mondo per la ricerca di onde gravitazionali". "L'aspetto più entusiasmante di questa scoperta - prosegue Gemme - è che essa non chiude un'epoca ma, anzi, apre una stagione di risultati scientifici di assoluto rilievo, nella quale l'Italia con l'Infn continuerà ad avere un ruolo di primissimo piano".

Presso la sede del Gran Sasso Science Institute, uno degli istituti italiani coinvolti nella ricerca, si è svolta la diretta streaming della conferenza stampa, in un'affollatissima aula magna, alla presenza di personalità del mondo scientifico e della politica. "E' un momento emozionante e indimenticabile: ho speso 35 anni della mia vita in queste ricerche", dichiara il direttore del Gssi Eugenio Coccia, "ed è meraviglioso avere in un sol colpo osservato le onde gravitazionali e dimostrato l'esistenza dei buchi neri. L’umanità acquista un nuovo senso: d'ora in poi non solo vedremo il cosmo, ma ascolteremo le sue vibrazioni, la sua musica". A questa impresa collettiva hanno collaborato 1004 ricercatori appartenenti a 133 istituzioni scientifiche di tutto il mondo.

Il contributo di Perugia - “Il gruppo di ricerca, attivo in Virgo dalla fine degli anni ‘80, fa parte del Laboratorio Nips (Noise in Physical System) del Dipartimento di Fisica dell’Università di Perugia e della sezione Infn. Il gruppo conduce ricerche sia teoriche sia sperimentali centrate sulla fisica del “rumore”, aspetto fondamentale della ricerca in fisica che si confronta con la necessità di eliminare tutte le fonti di disturbo per la rivelazione dei dati. In particolare i ricercatori di Perugia si occupano principalmente della minimizzazione del rumore termico sia a livello della sospensione delle ottiche di Virgo che degli specchi stessi, oltre alla implementazione delle sospensioni stesse in Advanced Virgo. Tra Perugia e Glasgow ad esempio si è messa a punto la tecnica per sospendere gli specchi degli interferometri Virgo e Ligo per ridurne il rumore termico”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Onde gravitazionali, così Perugia ha dato il suo contributo alla scoperta rivoluzionaria

PerugiaToday è in caricamento