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Tragico schianto, muore a 36 anni: conducente ubriaco e senza patente accusato di omicidio stradale

Chiuse le indagini. Viaggiava a 75 chilometri orari invece che a 50, sotto effetto dell'alcol e senza patente. Il tragico incidente a Torgiano la notte del 26 maggio 2017 dove perse la vita una giovane donna

Nella notte tra il 25 e il 26 maggio di quest’anno, a Torgiano, un tragico incidente  ha spezzato la vita di Martina Placella, la 36enne che sedeva al lato passeggeri quando la Bmw  guidata dall’amico ha impattato contro un pino e un muro di recinzione di un’abitazione privata. Per lei, purtroppo, a nulla sono i valsi i tentativi per strapparla alla morte. Ora, a M.C., trent’anni, difeso dall'avvocato Delfo Berretti del foro di Perugia, è stato notificato l’avviso di conclusione indagini (415 bis) per omicidio stradale, così come formulato nel capo d’accusa dal pm Mara Pucci.

Secondo la ricostruzione accusatoria, mentre transitava nel centro abitato di Torgiano in direzione San Martino in Campo, trasportando il passeggero Marina Placella, "cagionava per colpa generica e specifica in violazione delle norme sulla circolazione stradale, la morte della ragazza". Lui, alla guida di quell'auto, non poteva starci: era senza patente, dal momento che gli era stata ritirata già il 14 giugno scorso per guida in stato di ebrezza.

Come emerge dalla chisura indagini, percorreva un centro abitato ad una velocità di circa 75 chilometri orari e inadeguata ad assicurare il controllo del mezzo date le particolari condizioni di tempo e di luogo, quali "l'orario notturno e in prossimità di una curva pericolosa debitamente segnalata", superando il limite consentito di 50 chilometri orari previsto per i centri abitati. Inoltre, avrebbe omesso di circolare sulla parte destra della carreggiata e di mantenersi sul margine destro della propria semicarreggiata. Ma soprattutto, quella sera si era messo alla guida pur avendo bevuto. Il suo tasso alcolemico era pari a 142,90 mg/dl), Dall'esame tossicologico su campioni biologici effettuati dalla dottoressa Paola Melai, è stato chiaramente indicato come l'indagato avesse assunto precedentemente preparati a base di Cannabis Sativa, "ma che al momento del prelievo lo stesso non si trovava in stato di alterazione psicofisica dovuta alla sostanza - non essendo questa - è scritto nella relazione stilata - presente nel sangue in forma attiva". Ora si attende la fissazione della prima udienza: Al giovane indagato, dopo l'arresto, sono stati concessi i domiciliari. 

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