Cronaca

Omicidio Samuele - La trans Patrizia interrogata per 3 ore ma resta a piede libero. "Ho avuto paura e ho reagito"

Il procuratore aggiunto Petrazzini ha sentito l'indagata sulle modalità della colluttazione. Restano forti dubbi sul presunto bastone e l'indagata ora non ricorda di aver sferrato anche un pugno da ko alla vittima

Tre ore di interrogatorio per fornire agli investigatori e al procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini quei chiarimenti necessari a ricostruire la morte di Samuele De Paoli, anche alla luce di quanto emerso dall’autopsia e dagli accertamenti tossicologici.

Patrizia la trans brasiliana accusata dell’omicidio del 22enne di Bastia Umbra, difesa dall’avvocato Francesco Gatti, ha risposto al sostituto procuratore, ha parlato dell’aggressione e del suo tentativo di difesa. Di come lei e il giovane siano caduti a terra e di come abbia portato la mano al collo di Samuele, per difendersi dice, non sapendo che quella pressione al nervo vago, forse durata 10 secondi, avrebbe comportato la morte di Samuele. Ha spiegato la sua reazione con la paura: “Mi stava ammazzando” ha detto agli investigatori.

La trans 43enne ha raccontato al magistrato di essere stata picchiata, con un bastone, un pezzo di legno trovato lì nella campagna di Sant’Andrea delle Fratte. Bastone o ramo che non è stato trovato dagli investigatori.

Al pm che le chiedeva se oltre alla presa la collo avesse colpito la vittima con un pugno, ma non ricordava. Nelle prime dichiarazioni, però, aveva detto di sì, di essere riuscita a liberare la mano e colpire la vittima con un pugno.

Quando il sostituto procuratore le ha chiesto se fosse mai stata consapevole che quella colluttazione, quella violenza avrebbe potuto comportare qualcosa di grave, la trans ha risposto di sì, che aveva avuto paura per lei e anche per il giovane e che era fuggita; ma oltre alla telefonata ad un conoscente per farsi riportare sul luogo e aiutare Samuele non aveva fatto altro.

Gli investigatori hanno chiesto a Patrizia se avesse mai subito altre aggressioni o fosse stata protagonista di episodi di violenza. Ha risposto di sì, alcune volte è accaduto. Dopo la morte del giovane è stata insultata per strada, una sera. Un’altra volta le hanno rubato il cellulare, che è stato ritrovato. A giugno è stata in ospedale dopo l’aggressione da parte di un cliente.

Al momento la trans rimane indagata a piede libero per omicidio preterintenzionale. Sulla base dei risultati autoptici e dell’interrogatorio il procuratore aggiunto potrebbe cambiare l’ipotesi accusatoria in omicidio volontario o proseguire con l’attuale accusa.

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