Omicidio Polizzi, si torna in aula per Valerio Menenti: disposte due super perizie

Si torna in aula perché i supremi giudici della prima sezione penale di Roma, nel gennaio scorso, avevano annullato con rinvio dinanzi alla Corte d’Assise di Firenze la sentenza nei confronti di Valerio. Disposta la rinnovazione istruttoria

Si torna in aula per i Menenti, padre e figlio accusati dell’omicidio di Alessandro Polizzi, ucciso nel suo appartamento in via Ricci la notte del 26 marzo del 2013. Insieme a lui, c'era la fidanzata Julia, scampata alla tragedia.

Si torna in aula perché i supremi giudici della prima sezione penale di Roma, nel gennaio scorso, avevano annullato con rinvio dinanzi alla Corte d’Assise di Firenze la sentenza nei confronti di Valerio  (il figlio di Riccardo), a cui era stata inflitta una pena in Appello a 18 anni di reclusione quale mandante dell’assassinio di Alessandro. Per Riccardo, invece, in secondo grado era arrivata una condanna all’ergastolo.

Questa mattina  i giudici della corte d’assise d’Appello di Firenze, hanno disposto la rinnovazione istruttoria in ordine a due punti cardine dibattuti dalla difesa: una trascrizione della registrazione di un colloquio in ospedale tra Valerio e la ex fidanzata in occasione del secondo ricovero del giovane.

Disposta anche una perizia medico - legale sulle condizioni di Valerio quel 23 marzo 2013, tre giorni prima dell’omicidio di Alessandro dove l’accusa ha sostenuto che fosse uscito dal reparto in cui ricoverato per recarsi in un “Compro oro” per vendere un braccialetto e proferire minacce di morte contro Alessandro nel corso di una chiamata telefonica.

Un punto su cui la difesa – avvocati Manuela Lupo e Francesco Mattiangeli – ha sempre sostenuto l’impossibilità anche sulla scorta della cartella clinica di Valerio. Accertamenti che già la difesa aveva sollecitato nei primi due gradi di giudizio e che ora, con la rinnovazione istruttoria e l’espletamento delle operazioni peritali che inizieranno già a partire da gennaio – si andranno ad indagare ulteriori aspetti. Si tornerà in aula il 17 aprile per sentire i periti incaricati  per svolgere gli accertamenti ed infine emettere una sentenza da parte dei giudici della Corte.  Per il padre Riccardo, che come abbiamo ricordato è stato condannato all’ergastolo, sono state prodotte documentazioni volte ad attestare il suo comportamento in carcere, la sua frequenza ai corsi e ora anche un percorso di studi verso la laurea.

L’omicidio. Era il 26 marzo del 2013. Riccardo Menenti entrò nell'abitazione di Julia Tosti e fece fuoco uccidendo Alessandro Polizzi. A mandare in quella casa l'uomo, fu secondo le motivazioni della sentenza di primo grado, il figlio Valerio per vendicare le tre aggressioni subite nei mesi precedenti. La Corte, presieduta dal giudice Mautone, condannò dopo un lungo processo e oltre cento testimoni sentiti in aula Riccardo Menenti all'ergastolo e all'isolamento diurno mentre Valerio a 27 anni di carcere per concorso materiale e morale nell'omicidio. A luglio l’appello, che confermò l’ergastolo per Riccardo Menenti e lo sconto di pena – da 27 a 18 anni – per il figlio Valerio. Ora si attende il nuovo verdetto. Gli avvocati difensori sono: Francesco Mattiangeli, Manuela Lupo e Giuseppe Tiraboschi.

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