Omicidio Polizzi, oggi è il giorno della sentenza: ergastolo per Valerio?

Il verdetto è atteso per il tardo pomeriggio di oggi, 27 aprile. Nel frattempo l'Accusa ha ripercosso brevemente la vicenda, puntando il dito contro i due imputati

Valerio Menenti è realmente il mandante dell'omicidio di Alessandro Polizzi? E ancora, Riccardo aveva una pistola con sé o voleva semplicemente dare una lezione ai due giovani? Sono queste le due fondamentali domande alle quali la Corte, presieduta dal giudice Gaetano Mautone, dovrà trovare una risposta.

Per l'Accusa non ci sono dubbi. Oggi, 27 aprile i pubblico ministero, Antonella Duchini e Gemma Miliani, hanno nuovamente puntato il dito contro il giovane, affermando: “Le prove per condannare Valerio esistono”. Si torna a focalizzare l'attenzione sul concorso materiale del giovane appurato, secondo l'Accusa, dalla cessione delle chiavi dell'appartamento di via Ettore Ricci al padre. Le stesse chiavi che avrebbero permesso a Riccardo di entrare nell'abitazione dove Julia, unica sopravvissuta di questa tragedia, dormiva con il fidanzato. Ci sarebbe poi la testimonianza dell'amico di Valerio, Michael Gubbiotti, che avrebbe riferito al pm Duchini di aver sentito Riccardo chiedere al figlio il numero della targa dell'auto di Polizzi.

E mentre le repliche rimbombano in un'aula degli Affreschi affollata, la tensione, in vista della sentenza che dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio di oggi, cresce. Appare ancor più delicata, infatti, la posizione di Riccardo che rischia l'ergastolo. L'uomo ha sempre affermato di aver agito per vendetta, ma che mai si sarebbe aspettato un epilogo del genere. Riccardo si sarebbe, infatti, recato nell'appartamento di via Ettore Ricci disarmato.

Il colpo sarebbe partito accidentalmente dalle mani di Polizzi (a detta sua proprietario dell'arma) a seguito di una colluttazione. Ma la domanda è: perché Alessandro avrebbe dovuto avere un'arma in casa?. Domanda che potrebbe di fatto smontare la tesi difensiva e far propendere i giudici per l'omicidio premeditato, come ipotizzato dai pubblico ministero, Antonella Duchini e Gemma Miliani.

La difesa, dal canto suo, continua a insinuare il dubbio, convinta del fatto di aver prodotto, in sede dibattimentale, numerose prove a favore dei assistiti. Prove che alleggerirebbero di fatto la posizione di Riccardo, comunque destinato al carcere, e che assolverebbero in pieno il giovane Valerio, a loro dire terza vittima di questo caso. In tarda serata la sentenza.  

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