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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca Assisi

Omicidio di Davide Piampiano, l'arrestato confessa: "Ho sparato io, da quel momento la mia vita è finita"

L'uomo ha raccontato al giudice di aver perso la testa e di non aver pensato di chiamare subito i soccorsi

Ha ammesso di aver sparato al suo amico e di non essere stato in grado di ragionare, ma che non aveva intenzione di depistare le indagini.

L’uomo arrestato per l’omicidio di Davide Piampiano ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari e ha raccontato di essere stato chiamato dalla vittima intorno alle 16.30 per un’uscita di caccia. L’incidente è avvenuto alle 17.10 dell’11 gennaio e che in quel momento, con il buio che sopraggiungeva, l’uomo avrebbe sparato a un cinghiale, per poi accorgersi, tragicamente, di aver sparato a Davide.

Il 56enne arrestato per omicidio volontario con dolo eventuale ha parlato durante l’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocato Luca Maori, ricostruendo i fatti, raccontando di non aver depistato le indagini (lo si accusa di aver manomesso il fucile della vittima, di aver nascosto il bossolo del proiettile che ha colpito Davide, di essersi cambiato i vestiti e di non aver chiamato i soccorsi, ndr).

Quanto alla mancata telefonata, immediata, al 118, il 56enne ha riferito di aver perso la testa di fronte all’amico ferito e morente. Anche nei giorni seguenti non avrebbe trovato il coraggio di ammettere, almeno ai genitori della vittima, di essere stato lui a sparare. Al giudice, a chiusura dell’interrogatorio, l’uomo ha detto che la sua vita da quel giorno è finita perché ha ucciso un giovane che considerava come un figlio.

La difesa ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari Piercarlo Frabotta si è riservato sulla decisione.

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