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Centro accoglienza, aveva accoltellato e ucciso un rivale dopo il litigio: condannato a 12 anni

Una vicenda che si è consumata tra le grigia mura del centro di accoglienza. L'assassino, lavoratore, ma con il vizio dell'alcool. La vittima, invece, clandestino e con curriculum criminale alle spalle infarcito di reati

Dodici anni di reclusione e interdizioni dai pubblici uffici. E’ questa le condanna che dovrà scontare Edmont Kuci, l’uomo che ha ucciso a sangue freddo il tunisino Lassad Gouma. A deciderlo oggi, 12 marzo, il giudice Lidia Brutti, dopo una breve camera di consiglio. l’uomo è stato giudicato con il rito abbreviato potendo così contare sulla riduzione della pena fino a un terzo. 

Un colpo ben preciso, sferrato dal basso verso l’alto. Una coltellata destinata ad uccidere il “nemico”, divenuto tale dopo quegli apprezzamenti offensivi nei confronti della figlia. Edmont Kuci era però capace di intendere e di volere quando ha assassinato il tunisino Lassad Gouma nel centro di accoglienza di via Romana dove i due risiedevano. A confermarlo lo psichiatra Silvio D’Alessandria che ha effettuato la perizia sull’uomo. “Non è stato il gesto di un folle - ha detto il medico in aula nella scorsa udienza - ma il colpo di un soldato”. Ed è proprio quella coltellata sferrata dal basso verso l’alto che confermerebbe la lucidità del gesto compiuto dal 52enne che adesso si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario. 

I fatti – Una vicenda che si è consumata tra le grigia mura del centro di accoglienza. L’assassino, lavoratore, ma con il vizio dell’alcool. La vittima, invece, clandestino e con curriculum criminale alle spalle infarcito di reati contro il patrimonio e connessi al mondo della droga. Una storia fatta di derisioni e offese, come raccontò all’epoca dei fatti Edmont Kuci che alla fine non ha retto e ha deciso di mettere fine alla cieca rabbia con un gesto che, forse, nessuno si sarebbe mai immaginato. Dopo la tragedia venne immediatamente lanciato l’allarme dagli operatori, furono, infatti, proprio loro a raccontare i dettagli dell’intera vicenda. Kuci colpì alla spalle la vittima che, in quel momento si stava facendo una tisana, con un coltello da cucina. Subito dopo l’assassino si diresse al piano di sopra dell’ostello per prendere le valigie e fuggire.

Gli attimi dopo l’assassino – A intervenire sul posto il personale del 118 che cercò di tamponare la ferita della vittima. I carabinieri si misero, invece, alla caccia dell’uomo nel frattempo fuggito, trovandolo in via Mario Angeloni con lo zainetto in spalla. Venne bloccato e portato in caserma per poi essere rinchiuso in carcere. 

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